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LA SPIEGAZIONE DI ALESSIO BARPI: DA GIOVANE VITTIMA DI BULLISMO A IMPRENDITORE DI SUCCESSO

Alessio Barpi ci dà la spiegazione di come, malgrado il suo percorso sia stato ricco di insidie, abbia ottenuto l’obiettivo che si era posto: trasformarsi da ragazzino bullizzato a professionista di rilievo!

La forza di volontà vince sempre sulla cattiveria umana, sulle ristrettezze economiche e sulle difficoltà che ci presenta la vita: noi siamo la nostra storia e Alessio ci racconta nella sua intervista come si fa.

  1. Ciao Alessio, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Salve! Molto volentieri! Mi chiamo Barpi Alessio… ma prima, devo darvi una chiave di lettura molto importante per tutta la mia storia! All’età di 15 anni, fui vittima di bullismo: un pomeriggio uggioso, subii un tentato omicidio da parte dei bulli dell’Istituto Professionale che frequentavo. Stavamo scendendo le scale in cemento, erano scivolose per via della pioggia, e ricevetti un calcio nella schiena: mi feci 30 scalini in una manciata di secondi e il Preside di allora non mosse un dito. Abbandonai gli studi e iniziai a lavorare come macellaio, gastronomo, lavapiatti, pulizie, scaffalista nei supermercati, e altre occupazioni simili. Oggi, però, sono laureato (per ora) in Servizi Legali all’Impresa e alla Pubblica Amministrazione Classe L-14 presso l’Università degli Studi di Genova. In realtà, prima dello scoppio della Pandemia Covid-19, stavo conseguendo la Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza Classe LMG-01 in 4 anni invece dei 5 canonici, grazie alla Borsa di Studio che mi sono faticosamente guadagnata. Affrontare la Sessione Estiva e Invernale a distanza, non è la stessa cosa. In presenza, finivo le sessioni in cinque settimane, a distanza, non potendo studiare a casa e non avendo internet, ho subìto un duro contraccolpo, tanto forte da dover declassarmi momentaneamente alla Triennale per non finire Fuori Corso e indebitarmi con le Tasse Universitarie, poiché, ogni volta che mi candidavo a un posto vacante, dal Lavapiatti al Badante, ricevevo sempre la classica risposta: “Le faremo sapere” (cosa che tutt’ora sto ancora aspettando). Facciamo un passo indietro: ho conseguito la Maturità alle scuole serali, nel 2016, subito dopo essere rientrato in Italia dalla mia prima Missione Umanitaria, la ex. Mare Nostrum. Il Preside, visto che avevo già affrontato il Biennio in comune presso un’altra scuola nell’ordinario corso diurno, mi lanciò tale sfida: “Se lei, entro maggio, riuscisse a recuperare il Terzo e il Quarto anno insieme, affrontando l’esame di ammissione al Quinto, le convalidiamo il Primo e il Secondo anno, visto che le materie sono le stesse!”. Beh, sfida accettata e superata! Non contento, fui dichiarato “Idoneo non Vincitore” al concorso da Allievo Maresciallo Esercito Italiano, ruolo Infermiere, a maggio del 2016, mentre a luglio, diventai “Maturo”. Fui un militare del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, che è l’Ausiliario delle FF.AA.: in soldoni, ero un riservista (richiamato in servizio quando c’era bisogno) occupato nel soccorso sanitario e logistico sia in tempi di Guerra che di Pace, intervenendo dalle Pubbliche Calamità di varia entità e natura all’ordinaria Assistenza Sanitaria. Fui Decorato con Croce Commemorativa dal Presidente della Croce Rossa Italiana, l’Avv. Francesco ROCCA per l’Alluvione Liguria del 2011 e ricevetti un Elogio scritto, dal Magg. Gen. Gabriele LUPINI, Comandante del Corpo Militare C.R.I. per l’attività profusa nella mia prima missione umanitaria.

2. Raccontaci di dove sei originario/a e cosa facevi prima di iniziare il tuo lavoro attuale.

Sono nato a Genova, ma, con tutto il rispetto per la mia città, non mi sento genovese! Sarà perché, viaggiando molto, ho conosciuto altri luoghi e altre tradizioni dove mi sono più riconosciuto: tuttavia, come risposto alla domanda precedente, oltre ad essere un militare della Croce Rossa Italiana, ho fatto una moltitudine di lavori, tutti quanti a carattere di “Stage”. Avevo il bisogno di identificarmi, di diventare qualcuno. La vita che vivevo prima mi stava decisamente stretta.

3. Quando e perché hai sentito la necessità di lavorare in autonomia?

Sembrerà strano, ma il tutto è nato quando seguii le lezioni di Diritto Procedurale Civile 1, e il Professore esordì con questa frase: “Ricordatevi sempre la Legge n. 247 del 2012! Vi salverà sempre!” Incuriosito, andai a leggerla, e mi colpì molto un passo in particolare, il comma 5 dell’Art. 2, che dichiara quanto segue: “Sono attività esclusive dell’avvocato, fatti salvi i casi espressamente previsti dalla legge, l’assistenza, la rappresentanza e la difesa nei giudizi davanti a tutti gli organi giurisdizionali e nelle procedure arbitrali rituali” e dato che stavamo studiando anche le Professioni Legali statunitensi, mi sono detto: “Perché no? Perché non ritagliarmi un mio spazio nelle Professioni Legali italiane grazie al web? in fondo, ora, siamo nel 2020, perché avere ancora un Ufficio, far perdere Tempo e Soldi ai Clienti, quando, con una Video Chiamata, una e-mail, una PEC, un Messaggio Vocale, ci si può aggiornare?!”.

4. Rivelaci di che cosa ti occupi adesso.

In attesa di completare il ciclo formativo per diventare Avvocato, attualmente, sono un Consulente Legale che opera esclusivamente in ambito stragiudiziale. Il Consulente Legale, è un Professionista del Diritto che, grazie alle seguenti normative vigenti Art. 2 commi 5 e 6 della Legge n. 247 del 2012, Art. 1 e ss. della Legge n. 4 del 2013, 
Artt. 2229 e ss. del Codice civile
, trova la sua base giuridica e legale per operare in Italia. In pratica, Assiste ed eroga Consulenze e Pareri esclusivamente in ambito Stragiudiziale sia per gli Imprenditori che Imprenditrici, per le Società, per le Libere Professioni e per le Ditte Individuali, ma trova anche il suo spazio per i Privati Cittadini. In soldoni? Si cercano vie alternative a quella che è tipicamente insidiosa e complessa ovvero la via Giudiziaria, proprio come dice il vecchio detto “Prevenire, è meglio che curare”. Tale figura professionale, tipicamente statunitense, in Italia non esiste: o, per meglio dire, esiste, ma non è sfruttata come si deve!

5. Quali vantaggi hai riscontrato cambiando radicalmente la tua vita?

Uno dei tanti vantaggi è che finalmente, essendo un Libero Professionista, posso dire di poter essere Qualcuno! Certo, la strada per la cd. “trasformazione completa” è ancora in salita, ma, a discapito di altri che mi avevano accusato dicendo “sei un fallito, non combinerai mai nulla!”, aver affrontato determinate questioni, determinati problemi, e l’averli risolti, beh, è una sensazione indescrivibile! Non hai tempo per te stesso, ok, ma, se vuoi diventare il Migliore in un ambito, non puoi certo passare le ore a guardare l’orologio!

6. Spiegaci cosa, nei momenti di difficoltà, ti ha impedito di gettare la spugna.

In realtà, è l’obbiettivo finale, che è molto ambizioso! E che per “scaramanzia” non dico nulla. Se dovessi mollare, il rimorso del pentimento, mi divorerebbe fino alla morte.

7. Dai TRE consigli a chi vorrebbe intraprendere il tuo stesso cammino nel mondo online!

Partendo dal presupposto che non sono un guru del web, i miei consigli sono:

a) Non fare come me, che ho investito tutti i pochi risparmi che avevo per importare una nuova professione sconosciuta in Italia e cerca, piuttosto, di avere un’entrata fissa al mese perché altrimenti è davvero difficile!

b) Tieni il “Passo Alpino”, ovvero, non fare il passo più lungo della gamba: a piccoli passi si arriva sempre alla meta.

c) Fissa un obiettivo e non guardare a quanta strada devi ancora fare, preoccupati solo di percorrerla!

La Spiegazione di:

Alessio Barpi

www.barpialessio.com

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