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	<title>Social Media &#8211; La Spiegazione</title>
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	<title>Social Media &#8211; La Spiegazione</title>
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		<title>META ONE: COSA CAMBIA ORA SU INSTAGRAM, WHATSAPP E FACEBOOK</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Instagram Plus costa 2,99 euro al mese. WhatsApp Plus parte da 2,49 euro. Facebook Plus costa 2,99 euro. Chi vuole più utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale può salire a Meta One Core da 6,99 euro o Premium da 20,99 euro. Dal 15 settembre Meta ha messo insieme questi prodotti dentro Meta One, il nuovo sistema globale di [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Instagram Plus costa 2,99 euro al mese. WhatsApp Plus parte da 2,49 euro. Facebook Plus costa 2,99 euro. Chi vuole più utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale può salire a Meta One Core da 6,99 euro o Premium da 20,99 euro. Dal 15 settembre Meta ha messo insieme questi prodotti dentro <strong>Meta One</strong>, il nuovo sistema globale di abbonamenti per Instagram, Facebook, WhatsApp e Meta AI. <a href="https://about.fb.com/news/2026/09/introducing-meta-one-subscription-service-more-features-ai/" target="_blank" rel="noopener"><u>Meta dichiara oltre 50 funzionalità e 15 milioni tra abbonamenti e prove</u></a>&nbsp;accumulate durante il rollout graduale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parte più interessante arriva oltre il listino. Per anni il patto economico dei grandi social è stato semplice: accesso gratuito, pubblicità, dati e servizi aggiuntivi per chi voleva strumenti professionali. Meta One prova ad aggiungere un livello nuovo e molto più esteso: pagare ogni mese per avere più capacità, più personalizzazione, più AI e più strumenti per trasformare l&#8217;attenzione in lavoro.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Meta One parte dal freemium</strong><strong></strong></h2>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Meta precisa che l&#8217;esperienza principale delle sue app e l&#8217;uso quotidiano di Meta AI restano gratuiti. L&#8217;abbonamento si colloca sopra quel livello e vende funzioni aggiuntive. Instagram Plus offre personalizzazioni, font per DM e Stories, notifiche legate alle visualizzazioni e anteprime dei messaggi. WhatsApp Plus aggiunge temi, icone, sticker con effetti speciali e più chat fissate. Facebook Plus lavora su personalizzazione, Messenger e Reels.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Core e Premium uniscono le funzioni delle singole app a un maggiore utilizzo delle capacità AI più costose dal punto di vista computazionale: generazione e modifica di immagini, creazione video, Restyle su Instagram, effetti vocali e altri strumenti creativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La struttura ricorda il modello freemium del software: il prodotto di base costruisce scala, il livello a pagamento vende intensità d&#8217;uso e funzionalità specialistiche. La novità sta nella dimensione. Reuters ricorda che la famiglia di app Meta aveva in media 3,60 miliardi di persone attive ogni giorno all&#8217;inizio del 2026. <a href="https://www.reuters.com/business/meta-launches-subscriptions-with-enhanced-ai-features-2026-09-15/" target="_blank" rel="noopener"><u>Su una base simile, anche una piccola percentuale di conversione può produrre ricavi rilevanti</u></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il prezzo cambia a seconda di ciò che vuoi fare</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In Europa Meta pubblica prezzi diversi rispetto al listino in dollari. I singoli prodotti partono da 2,49 euro al mese; Core costa 6,99 euro, Premium 20,99 euro. I pacchetti per creator e imprese partono da 16,99 euro. <a href="https://about.fb.com/news/2026/09/presentation-de-meta-one-un-service-dabonnement-offrant-davantage-de-fonctionnalites-et-dia-pour-creer-se-connecter-et-se-demarquer/" target="_blank" rel="noopener"><u>La versione europea del comunicato Meta</u></a>&nbsp;segnala che prezzi, benefici e disponibilità possono variare per Paese, app e account.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa cautela conta anche per l&#8217;Italia. Il rollout è globale, ma Meta invita gli utenti a verificare direttamente nell&#8217;app quali piani e funzioni siano disponibili sul proprio account. Alcune caratteristiche possono quindi comparire in momenti diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fascia alta cambia natura. Essential, Advanced, Expert e Max sono pacchetti professionali. Advanced, per esempio, include programmazione delle Stories fino a 30 giorni, link nei post organici e nei Reels, analytics esportabili, insight più profondi, accesso per i membri del team e maggiori capacità sul lato WhatsApp Business.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Instagram, WhatsApp e Facebook cominciano a vendere produttività</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La parte professionale di Meta One sposta il confine dei social. Un creator può pagare per analisi più avanzate, strumenti di pubblicazione e funzioni che trasformano il profilo in un canale commerciale più diretto. Un&#8217;impresa può collegare presenza social, assistenza clienti e automazione senza uscire dall&#8217;ecosistema Meta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meta promette inoltre maggiore accesso a Meta Business Agent su WhatsApp per rispondere ai clienti giorno e notte. Nelle fasce più alte aumentano capacità, strumenti di gestione e accesso ai servizi professionali. L&#8217;azienda dichiara che continuerà ad aggiungere funzioni per marketing, operazioni aziendali, creazione dei contenuti e ottimizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per creator e piccole imprese questo cambia la domanda economica. Finora molte funzioni professionali erano distribuite tra software esterni: link management, scheduling, analytics, assistenza clienti, editing, generazione AI. Meta sta provando a riportarne una parte dentro le piattaforme che già possiedono pubblico e messaggistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Meta One arriva mentre il pubblico sta imparando a pagare per il digitale</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">LaSpiegazione ha appena analizzato quanto sia selettivo il mercato degli <a href="https://laspiegazione.com/2026/09/15/abbonamenti-online-93-non-paga-notizie/"><u>abbonamenti online</u></a>. Nel 2025 il 32,7% degli utenti internet europei pagava per film, serie o sport, mentre soltanto il 7,2% aveva un abbonamento a siti di informazione, quotidiani o magazine. Il comportamento di pagamento esiste già, ma si concentra dove il valore ricorrente è chiaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meta parte da una situazione particolare: miliardi di persone usano già le sue app ogni giorno. Deve convincere una parte di loro che funzioni aggiuntive, AI e strumenti professionali meritano un canone mensile. I 15 milioni di abbonamenti e trial dichiarati dall&#8217;azienda durante il rollout rappresentano un segnale iniziale, mentre non permettono ancora di distinguere quanti utenti stiano pagando stabilmente, quanti siano in prova e quali piani abbiano scelto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è il numero da osservare nei prossimi trimestri. Una prova gratuita misura curiosità. Un rinnovo dopo sei o dodici mesi misura valore percepito.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’AI diventa una leva di prezzo</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Meta AI resta disponibile gratuitamente per l&#8217;uso quotidiano. I piani Core e Premium vendono soprattutto una maggiore quantità di utilizzo delle funzioni più costose: generazione di immagini e video, editing, Restyle e strumenti creativi. L&#8217;azienda lega così una parte del prezzo alla capacità computazionale consumata dall&#8217;utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un modello che può diventare sempre più comune. L&#8217;AI generativa ha costi marginali superiori a molte funzioni software tradizionali, soprattutto quando produce video, immagini ad alta qualità o lavora su volumi elevati. La gratuità può quindi convivere con limiti di utilizzo e livelli premium.</p>



<p class="wp-block-paragraph">InsideMagazine ha raccontato come la <a href="https://www.insidemagazine.it/2026/04/24/lera-della-co-creazione-quando-il-consumatore-diventa-direttore-creativo/" target="_blank" rel="noopener"><u>co-creazione stia trasformando il rapporto tra brand e pubblico</u></a>. Meta One porta quella trasformazione dentro il prodotto: l&#8217;utente crea, modifica, analizza e distribuisce contenuti con strumenti AI integrati nella piattaforma che ospita già il pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Per i creator conta soprattutto il ritorno economico</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un creator può trovare conveniente un abbonamento se una funzione aumenta ricavi o riduce tempo. Un link organico che porta traffico, analytics esportabili, programmazione, collaborazione del team e maggiore capacità di generare contenuti hanno un valore misurabile. Il prezzo mensile diventa secondario quando il ritorno supera il costo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui Meta ha un vantaggio strutturale: controlla il luogo in cui una parte importante della creator economy incontra il pubblico. Può integrare strumenti professionali direttamente nel flusso di pubblicazione e distribuire funzioni che software esterni devono collegare attraverso API o procedure aggiuntive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La controparte è la dipendenza. Più lavoro, analytics, automazione e relazione con i clienti restano dentro lo stesso ecosistema, più costoso diventa spostarsi. Un creator o un&#8217;impresa deve quindi valutare la comodità insieme al rischio di concentrare pubblico, strumenti e dati operativi presso un unico fornitore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Meta sta costruendo una seconda economia sopra la pubblicità</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Reuters interpreta Meta One anche come tentativo di diversificare i ricavi oltre il digital advertising. La pubblicità resta il motore economico principale del gruppo, mentre gli abbonamenti aggiungono una relazione diretta tra piattaforma e utente pagante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo produce incentivi diversi. L&#8217;utente gratuito genera valore attraverso attenzione, interazioni e pubblicità. L&#8217;utente pagante genera anche ricavo ricorrente diretto. Meta può così progettare funzioni pensate per segmenti che hanno maggiore disponibilità a spendere: power user, creator, professionisti e imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda aperta riguarda il confine tra funzione base e funzione premium. Meta afferma che l&#8217;esperienza centrale resterà gratuita. La percezione degli utenti dipenderà però da quali innovazioni future finiranno nel livello gratuito e quali verranno riservate agli abbonati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I social stanno diventando infrastrutture a livelli</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Meta One suggerisce una direzione che potrebbe estendersi oltre Meta. Le piattaforme social hanno già segmentato pubblicità, creator tools, verifica, assistenza e servizi business. Ora l&#8217;AI rende più facile trasformare questa segmentazione in veri livelli di prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il social gratuito continuerà a essere il punto d&#8217;ingresso. Sopra di esso cresce un mercato di strumenti per chi crea più contenuti, gestisce un&#8217;attività, vuole personalizzare l&#8217;esperienza o usa l&#8217;intelligenza artificiale con maggiore intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il pubblico la domanda sarà semplice: quali funzioni meritano un canone? Per Meta la risposta vale molto di più. Se anche una piccola quota dei suoi miliardi di utenti accetterà di pagare ogni mese, Instagram, WhatsApp e Facebook avranno aggiunto una nuova economia sopra quella che li ha resi dominanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che cos&#8217;è Meta One?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Meta One è il sistema di abbonamenti lanciato globalmente da Meta il 15 settembre 2026. Comprende piani per Instagram, WhatsApp, Facebook, utenti avanzati di Meta AI, creator e imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto costa Meta One in Europa?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I piani singoli partono da 2,49 euro al mese. Core costa 6,99 euro, Premium 20,99 euro e i pacchetti per creator e imprese partono da 16,99 euro. Meta precisa che prezzi e disponibilità possono variare per Paese, app e account.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Instagram, WhatsApp e Facebook diventano a pagamento?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">No. Meta afferma che l&#8217;esperienza principale delle app e l&#8217;uso quotidiano di Meta AI restano gratuiti. Gli abbonamenti aggiungono funzioni, maggiore utilizzo dell&#8217;AI e strumenti professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa offre Meta One ai creator?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A seconda del piano può includere verifica, scheduling, link nei post e Reels, analytics esportabili, insight avanzati, strumenti di team, maggiore utilizzo dell&#8217;AI e funzioni per trasformare l&#8217;attenzione in traffico o attività commerciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Meta One è già disponibile in Italia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Meta descrive il rollout come globale. Le funzioni effettivamente disponibili possono però variare per area geografica e account, quindi l&#8217;utente deve verificare direttamente nell&#8217;app quali piani sono attivi.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>SOCIAL MEDIA: L’EUROPA CERCA UN MODELLO OLTRE L’ECONOMIA DELL’ATTENZIONE</title>
		<link>https://laspiegazione.com/2026/09/14/social-media-europa-oltre-economia-attenzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 30 luglio la Commissione europea ha aperto un bando da 1,48 milioni di euro con un obiettivo insolito per un&#8217;istituzione pubblica: contribuire alla progettazione e al test di nuove piattaforme social destinate ai giovani. Il progetto coinvolgerà ragazzi di Paesi e contesti differenti e dovrà arrivare almeno a un servizio basato su protocolli, costruito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il 30 luglio la Commissione europea ha aperto un bando da 1,48 milioni di euro con un obiettivo insolito per un&#8217;istituzione pubblica: contribuire alla progettazione e al test di nuove piattaforme social destinate ai giovani. Il progetto coinvolgerà ragazzi di Paesi e contesti differenti e dovrà arrivare almeno a un servizio basato su protocolli, costruito attorno a sicurezza, privacy, autonomia, benessere e facilità d&#8217;uso. <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/new-call-proposals-shape-safer-and-more-inclusive-social-media-platforms" target="_blank" rel="noopener"><u>La call europea</u></a>&nbsp;resta aperta fino al 6 ottobre 2026. La cifra è piccola rispetto ai bilanci delle grandi piattaforme. L&#8217;esperimento tocca però il punto centrale del loro modello: quale comportamento deve essere premiato dal sistema che decide cosa vediamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per oltre quindici anni molti <strong>social media</strong>&nbsp;hanno ottimizzato il prodotto attorno a una risorsa scarsa: l&#8217;attenzione. Più tempo trascorso nel feed significa più occasioni di mostrare contenuti, raccogliere segnali comportamentali e, nei modelli finanziati dalla pubblicità, vendere inventario. Infinite scroll, autoplay, notifiche e raccomandazioni personalizzate hanno ridotto il numero di momenti in cui l&#8217;utente deve decidere attivamente se continuare. Nel 2026 l&#8217;Europa sta iniziando a trattare quella architettura come una questione di mercato, tutela e design.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Social media: il feed infinito entra nel dossier regolatorio</strong><strong></strong></h2>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Il 10 luglio la Commissione ha comunicato una valutazione preliminare secondo cui Instagram e Facebook avrebbero violato il Digital Services Act nella gestione dei rischi legati al design potenzialmente addictive. L&#8217;indagine riguarda infinite scroll, autoplay, notifiche push e sistemi di raccomandazione altamente personalizzati. La procedura è ancora aperta e Meta può contestare le conclusioni preliminari. <a href="https://www.reuters.com/world/eu-tells-instagram-facebook-change-addictive-features-or-risk-fines-2026-07-10/" target="_blank" rel="noopener"><u>Reuters</u></a>&nbsp;ha riportato anche la posizione dell&#8217;azienda, che sostiene di aver già introdotto strumenti di tutela per adolescenti e famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A febbraio una valutazione preliminare simile aveva riguardato TikTok. Il punto regolatorio è preciso: le piattaforme di dimensione sistemica devono valutare e mitigare rischi che possono derivare anche dal modo in cui il servizio è progettato. Il DSA ha quindi portato dentro la supervisione europea elementi che fino a pochi anni fa appartenevano quasi esclusivamente alle scelte di prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione indica esempi concreti. Uno scroll senza fine elimina il punto naturale in cui la pagina termina. L&#8217;autoplay trasforma la fine di un video nell&#8217;inizio automatico del successivo. Le notifiche riportano l&#8217;utente sulla piattaforma. I recommender imparano dai comportamenti precedenti e possono costruire sequenze estremamente efficaci nel mantenere l&#8217;attenzione. La discussione europea riguarda il peso che questi meccanismi hanno sul benessere, soprattutto quando l&#8217;utente è minorenne.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I ragazzi chiedono meno meccanismi progettati per trattenerli</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprile 2026 la Commissione ha coinvolto quasi 5.000 ragazzi di tutti gli Stati membri attraverso la EU Children&#8217;s Participation Platform. Il 48% ha chiesto regole sulle funzionalità progettate per prolungare la permanenza online. Il 58% vuole maggiore protezione da pubblicità e prezzi personalizzati. Il 69% chiede limiti più severi sui prodotti che gli influencer possono promuovere ai minori e il 72% sostiene una qualche forma di verifica dell&#8217;età sui social. <a href="https://commission.europa.eu/news-and-media/news/commission-survey-shows-children-want-better-rules-ensure-digital-fairness-all-2026-07-09_en" target="_blank" rel="noopener"><u>I risultati pubblicati dalla Commissione</u></a>&nbsp;entreranno nel lavoro preparatorio del Digital Fairness Act.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sondaggio misura opinioni e preferenze, non effetti clinici. Ha comunque un valore politico evidente: i giovani coinvolti chiedono maggiore frizione in alcuni punti dell&#8217;esperienza digitale. È quasi l&#8217;opposto della logica di prodotto che ha dominato la crescita delle piattaforme, dove ogni click eliminato e ogni secondo aggiunto al tempo di permanenza potevano diventare un miglioramento del funnel.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee guida europee sulla protezione dei minori vanno nella stessa direzione. Suggeriscono account privati per impostazione predefinita, maggiore controllo sui sistemi di raccomandazione, possibilità di resettare il feed e protezioni contro tecniche persuasive che favoriscono uso eccessivo o comportamenti compulsivi. La Commissione ha anche indicato che i segnali espliciti del ragazzo, come una scelta dichiarata di interesse, dovrebbero pesare più dei segnali passivi raccolti dal comportamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un social basato su protocollo separa la rete dall’applicazione</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il bando da 1,48 milioni contiene un elemento tecnico che potrebbe avere conseguenze economiche più ampie: il servizio dovrà essere protocol-based. La Commissione immagina un ecosistema nel quale gli utenti abbiano maggiore scelta su dove vengono conservati i dati, come viene moderato il contenuto e quale applicazione utilizzare per collegarsi con le altre persone. Il principio ricorda, in forma diversa e più complessa, ciò che accade con la posta elettronica: provider differenti possono partecipare alla stessa infrastruttura di comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel social networking tradizionale applicazione, identità, grafo sociale, distribuzione e moderazione tendono a vivere dentro lo stesso recinto. Cambiare piattaforma significa spesso ricostruire da zero pubblico, relazioni e reputazione. Un&#8217;architettura più aperta prova a separare alcuni di questi livelli. Il valore del network potrebbe così spostarsi in parte dalla singola app al protocollo che consente alle app di comunicare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione parla di maggiore scelta per gli utenti, mentre il bando dovrà ancora dimostrare che un servizio di questo tipo possa raggiungere scala, mantenere sicurezza e costruire un modello economico sostenibile. Interoperabilità e moderazione possono entrare in tensione. Una piattaforma che applica regole severe deve sapere come comportarsi quando riceve contenuti o utenti provenienti da servizi con standard differenti. La tecnologia risolve il collegamento; la governance resta un lavoro umano e istituzionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cambiare il feed significa cambiare anche il mercato pubblicitario</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;economia dell&#8217;attenzione ha prodotto un patto implicito. L&#8217;utente riceve un servizio gratuito o quasi gratuito; la piattaforma monetizza attraverso pubblicità, dati, servizi premium o altre attività collegate alla distribuzione. Ogni riduzione del tempo trascorso può incidere sul numero di impression disponibili. Ogni limite alla profilazione riduce una parte della precisione con cui il sistema abbina pubblicità e pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un social progettato attorno a benessere e autonomia dovrà quindi risolvere una domanda imprenditoriale prima ancora che normativa: chi paga il servizio e per quale valore? Abbonamenti, servizi premium, marketplace, commissioni, infrastruttura pubblica, modelli cooperativi e pubblicità meno personalizzata sono tutte possibilità. Nessuna possiede, per ora, la stessa prova di scala raggiunta dalla pubblicità comportamentale delle grandi piattaforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo punto riguarda direttamente imprese e creator. Se il feed concede meno peso ai segnali di engagement passivo, cambiano le metriche che determinano la distribuzione. Se l&#8217;utente può scegliere un&#8217;app diversa mantenendo parte delle proprie relazioni, il creator potrebbe dipendere meno da un singolo intermediario. Se la pubblicità diventa meno personalizzata, i brand avranno bisogno di contesto, community e fiducia per compensare una segmentazione meno granulare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La creator economy dipende dalla struttura del social più di quanto sembri</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">LaSpiegazione ha appena analizzato il mercato italiano del creator marketing nel pezzo <a href="https://laspiegazione.com/2026/08/31/guadagnare-social-nicchie-celebrity/"><u>Guadagnare con i social: le nicchie battono le celebrity</u></a>. I dati mostravano una crescita dei profili intermedi e un vantaggio di engagement rispetto alle celebrity. Quel fenomeno vive dentro sistemi di raccomandazione che decidono quanta visibilità concedere a un contenuto oltre la base di follower già acquisita. Una modifica strutturale del feed può quindi cambiare anche il valore economico delle nicchie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione si estende agli influencer e alla responsabilità commerciale. Il 69% dei ragazzi consultati dalla Commissione chiede che ai minori vengano promossi soltanto prodotti appropriati e sicuri. InsideMagazine aveva già raccolto <a href="https://www.insidemagazine.it/2024/11/11/influencer-marketing-un-2025-di-maggiori-investimenti/" target="_blank" rel="noopener"><u>la crescente attenzione dei marketer europei all’etica nell’influencer marketing</u></a>. Nel 2026 quella sensibilità sta entrando anche nella progettazione normativa: pubblicità, creator e architettura della piattaforma vengono osservati come parti dello stesso ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un creator la conseguenza può essere positiva oppure costosa. Maggiore controllo dell&#8217;utente può favorire community costruite su scelta esplicita e relazione continuativa. Una minore spinta algoritmica può ridurre la possibilità di raggiungere milioni di persone con un contenuto improvvisamente virale. La reputazione accumulata e la capacità di portare il pubblico verso newsletter, community proprietarie o altri canali diventano quindi ancora più importanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il problema europeo è costruire qualcosa che le persone vogliano usare</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La regolazione può imporre limiti a un prodotto esistente. Costruire un&#8217;alternativa attraente richiede un&#8217;altra competenza. Un social network ha valore perché le persone che ci interessano sono già lì, perché il contenuto arriva rapidamente e perché il costo di imparare a usarlo è basso. Un progetto europeo può possedere ottime regole e restare irrilevante se non raggiunge densità sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bando prova a riconoscere questo ostacolo chiedendo anche una strategia ambiziosa di adozione e un&#8217;analisi delle condizioni di mercato. È un passaggio importante. Privacy, sicurezza e interoperabilità sono caratteristiche; il network effect decide se quelle caratteristiche avranno un pubblico. I giovani coinvolti nella co-progettazione dovranno quindi contribuire a rendere il servizio desiderabile e al tempo stesso solido dal punto di vista istituzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Europa possiede una storia complicata nelle piattaforme consumer globali. Ha regolatori forti, ricerca, telecomunicazioni, software e grandi mercati nazionali, mentre i social di scala mondiale sono cresciuti soprattutto negli Stati Uniti e in Cina. Il pilot da 1,48 milioni ha dimensione sperimentale e nessun budget di quella scala può competere direttamente con Meta o TikTok. Il valore sta nel testare un&#8217;architettura e capire se alcune scelte di design producono un&#8217;esperienza abbastanza buona da essere adottata volontariamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La battaglia sull’attenzione sta diventando una battaglia sul controllo</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Australia, Europa e altri Paesi stanno spingendo verso una maggiore capacità dell&#8217;utente di controllare raccomandazioni, età di accesso e caratteristiche del feed. Il tema supera la protezione dei minori. Ogni volta che una piattaforma consente di scegliere tra feed algoritmico e contenuti selezionati dall&#8217;utente, cambia la distribuzione del potere tra sistema e persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda economica diventa quindi molto concreta: quanto vale un minuto in meno trascorso sulla piattaforma se quel minuto produce maggiore fiducia e minore rischio regolatorio? Per anni la crescita del tempo di utilizzo ha funzionato come indicatore quasi universale di successo. Un social progettato per favorire autonomia potrebbe dover misurare qualità della relazione, ritorno volontario, sicurezza e soddisfazione con metriche che premiano comportamenti differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto europeo parte dai giovani perché sono il gruppo nel quale il costo delle scelte di design appare più sensibile. Le conseguenze, se l&#8217;esperimento funziona, riguarderanno tutto il mercato. Feed, advertising, influencer, creator, moderazione e portabilità delle relazioni potrebbero essere ridisegnati insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida è ambiziosa: costruire un social che riesca a crescere senza trasformare ogni secondo libero dell&#8217;utente in una risorsa da massimizzare. Il test europeo dirà almeno una cosa utile. Se una piattaforma offre più controllo, maggiore privacy e meno meccanismi di trattenimento, scopriremo quanto valore gli utenti attribuiscono a quella libertà quando devono scegliere dove trascorrere il proprio tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa sta finanziando l’Unione europea sui social media?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione ha aperto un progetto pilota da 1,48 milioni di euro per co-progettare e testare nuove piattaforme social rivolte ai giovani, con attenzione a sicurezza, privacy, benessere, autonomia e usabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa significa social media basato su protocollo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa costruire il servizio su regole tecniche condivise che possono consentire a più applicazioni di partecipare allo stesso ecosistema. La Commissione punta a dare agli utenti più scelta su dati, moderazione e applicazione utilizzata per collegarsi con gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché l’UE parla di design addictive?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indagini DSA stanno esaminando caratteristiche come infinite scroll, autoplay, notifiche push e sistemi di raccomandazione personalizzati, perché possono favorire uso prolungato o compulsivo. Alcune valutazioni della Commissione su TikTok, Instagram e Facebook sono ancora preliminari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa chiedono i giovani europei ai social?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel sondaggio della Commissione del 2026, il 48% ha chiesto limiti alle funzioni che prolungano la permanenza online, il 58% maggiore protezione dalla personalizzazione commerciale, il 69% restrizioni sui prodotti promossi dagli influencer ai minori e il 72% forme di verifica dell’età.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come potrebbe cambiare la creator economy?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Feed meno dipendenti dall’engagement passivo, maggiore portabilità delle relazioni e limiti alla profilazione potrebbero modificare distribuzione, advertising e monetizzazione. Community dirette, reputazione e canali proprietari potrebbero acquistare maggiore valore strategico.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>GUADAGNARE CON I SOCIAL: LE NICCHIE BATTONO LE CELEBRITY</title>
		<link>https://laspiegazione.com/2026/08/31/guadagnare-social-nicchie-celebrity/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guadagnare Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[creator economy]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare con i social]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare online]]></category>
		<category><![CDATA[influencer marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[mid-tier influencer]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mercato italiano dell’influencer marketing nel 2026 vale, secondo DeRev, 425 milioni di euro. È il 10,4% in più rispetto ai 385 milioni stimati per l’anno precedente e, letto da solo, sembrerebbe il solito numero destinato a confermare che sui social girano sempre più soldi. Poi si scende di una riga nel report e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mercato italiano dell’influencer marketing nel 2026 vale, secondo DeRev, 425 milioni di euro. È il 10,4% in più rispetto ai 385 milioni stimati per l’anno precedente e, letto da solo, sembrerebbe il solito numero destinato a confermare che sui social girano sempre più soldi. Poi si scende di una riga nel report e la storia cambia. Le celebrity perdono compensi per il terzo anno consecutivo: -9,5% su Instagram, -8,6% su TikTok, -18,8% su Facebook e -2,4% su YouTube. I creator di fascia intermedia crescono. Su Instagram i mid-tier registrano un interaction rate del 4,56%, quasi tre volte l’1,61% delle celebrity.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rilevazione copre il periodo dal 15 giugno 2025 al 15 giugno 2026, circa 5.000 profili e 865.000 contenuti. È un report proprietario di una società che lavora nel settore, non una statistica pubblica; <a href="https://www.lastampa.it/tech/2026/07/02/news/influencer_marketing_in_italia_un_mercato_da_425_milioni_ma_le_celebrity_guadagnano_sempre_meno-15677890/" target="_blank" rel="noopener"><u>La Stampa</u></a>&nbsp;e <a href="https://www.ansa.it/amp/canale_lifestyle/notizie/moda/2026/07/02/business-degli-influencer-in-italia-vale-425-milioni-compensi-calati-per_5bfd2e27-b562-4ff2-82a0-0468f3d7d30f.html" target="_blank" rel="noopener"><u>ANSA</u></a>&nbsp;ne hanno ripreso metodologia e risultati. Il dato utile, per chi vuole <strong>guadagnare con i social</strong>, non è il valore complessivo del mercato. È il luogo in cui quel valore si sta spostando.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Guadagnare con i social: il pubblico piccolo deve valere di più</strong><strong></strong></h2>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Per anni la crescita sui social è stata raccontata come una corsa quantitativa. Più follower significavano più status, più richieste commerciali, più potere negoziale. La logica aveva senso quando le aziende compravano soprattutto visibilità e disponevano di strumenti meno raffinati per capire cosa accadesse dopo la pubblicazione. Oggi il brand può seguire un link, un codice, una visita, un acquisto, una ricerca generata da quel contenuto; soprattutto può confrontare il costo di una community enorme e generalista con quello di dieci community molto più piccole che parlano esattamente alle persone che vuole raggiungere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nicchia acquista valore qui. Un creator con 40.000 follower appassionati di running, fotografia analogica, finanza personale o arredamento nautico possiede una cosa che una celebrity da tre milioni di follower non può garantire: densità di interesse. Quando parla di un prodotto coerente con quel territorio, una quota più alta del pubblico capisce immediatamente perché dovrebbe ascoltarlo. Per l’azienda significa meno dispersione; per il creator significa poter monetizzare competenza, riconoscibilità e relazione, senza dover diventare famoso presso tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">LaSpiegazione raccontava già anni fa, parlando di <a href="https://laspiegazione.com/2021/12/29/youtuber-over-40-come-diventarlo/"><u>YouTube e professionisti over 40</u></a>, quanto una competenza verticale potesse trovare pubblico anche senza inseguire il modello dell’intrattenitore generalista. Il mercato del 2026 rende quella intuizione più misurabile: la specializzazione non è soltanto una scelta editoriale, può diventare un asset economico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I brand stanno comprando meno fama e più contesto</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato italiano non è isolato. Kolsquare e NewtonX hanno intervistato oltre 600 decisori di marketing in Europa per il loro report 2025, utilizzato come riferimento per la pianificazione 2026: l’86% dei brand dichiara di collaborare con micro-influencer e il 78% prevede di lavorare con un numero maggiore di creator. Le partnership di lungo periodo e i contenuti generati dagli utenti figurano tra le aree sulle quali gli investimenti dovrebbero concentrarsi maggiormente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i consumatori stanno complicando il mestiere. Il Consumer Navigator EMEA di dentsu, che comprende l’Italia, rileva che quasi metà degli intervistati interagisce con contenuti degli influencer e più di un terzo effettua ogni mese acquisti ispirati da quei contenuti. La fiducia, però, dipende dalla sensazione di autenticità e dalla competenza percepita; sponsorizzazioni troppo frequenti o poco coerenti erodono rapidamente quella relazione. Il creator che accetta tutto aumenta il fatturato di oggi e può svalutare l’inventario di domani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È uno dei motivi per cui la dimensione della community, da sola, racconta sempre meno. Un pubblico enorme contiene persone lontane tra loro per età, interessi, capacità di spesa e motivazioni. La nicchia restringe il campo e rende più leggibile la relazione. Non garantisce automaticamente vendite, ma offre un contesto nel quale una raccomandazione può risultare meno estranea.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il creator sta diventando un piccolo media</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento più interessante riguarda il lavoro. Guadagnare con i social in modo stabile richiede sempre meno la postura del personaggio e sempre più quella di una piccola impresa editoriale. Bisogna scegliere un territorio, capire il pubblico, produrre con continuità, leggere i dati, gestire rapporti commerciali, negoziare diritti d’uso, distinguere tra contenuto organico e pubblicità, archiviare materiali, rispettare scadenze e proteggere la propria reputazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia questa trasformazione ha ormai anche una cornice regolatoria. AGCOM ha approvato nel 2025 nuove Linee guida e un Codice di condotta per gli influencer e nel marzo 2026 ha pubblicato le FAQ operative. L’autorità insiste su trasparenza delle comunicazioni commerciali, tutela dei minori e responsabilità editoriale dei contenuti. <a href="https://www.agcom.it/comunicazione/avvisi/influencer-linee-guida-codice-di-condotta-e-faq" target="_blank" rel="noopener"><u>La pagina AGCOM</u></a>&nbsp;è interessante proprio perché tratta l’influencer come un soggetto professionale dell’ecosistema audiovisivo, non come un utente che ha avuto fortuna con l’algoritmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo passaggio seleziona il mercato. La professionalità ha costi: consulenza, amministrazione, attrezzatura, montaggio, software, assicurazioni in alcuni casi, tempo commerciale, gestione fiscale. La retorica del “guadagnare pubblicando dal telefono” descrive una fase iniziale o qualche eccezione fortunata; un’attività che vive di contratti ricorrenti deve reggere anche quando un video non performa e quando la piattaforma cambia distribuzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nicchia non coincide con pochi follower</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qui conviene fare una distinzione. Micro-influencer e creator di nicchia non sono sinonimi. Il primo termine riguarda soprattutto una fascia di audience; il secondo descrive la precisione del pubblico. Si può avere mezzo milione di follower e parlare a una comunità estremamente definita, oppure averne ventimila raccolti attraverso contenuti incoerenti e incapaci di generare fiducia. La metrica importante è quanto l’audience sa perché segue quella persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">DeRev fotografa bene questa differenza quando mostra che nel 2026 il 63,2% delle celebrity analizzate ha perso follower su Instagram, mentre le community mid-tier e micro sono cresciute mediamente del 17,7% e del 16,9%. Sul piano commerciale, i compensi mid-tier salgono del 9,2% su Instagram, del 7,1% su TikTok e del 2,9% su YouTube. Nessuno di questi numeri garantisce che il singolo profilo sia redditizio; indicano una direzione del mercato: il denaro sta cercando creator più leggibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso concetto compare nel Trust Barometer 2026 di Edelman. Tra chi dichiara fiducia negli influencer food e lifestyle, il 62% sarebbe disposto a riconsiderare un’azienda che oggi guarda con diffidenza se venisse raccomandata da una figura ritenuta autorevole; tra chi si fida dei finfluencer la quota è del 57%. La parola decisiva è “si fida”. Il follower, da solo, non produce questo effetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dubai sta provando a industrializzare la creator economy</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno ha già prodotto politiche pubbliche. Dubai, che da anni tenta di attirare professionisti digitali e imprese dell’economia dell’attenzione, ha cominciato a trattare creator e produzione di contenuti come un settore da organizzare. QuiDubai ha analizzato la <a href="https://quidubai.com/business/influencer-academy-dubai/" target="_blank" rel="noopener"><u>Influencer Academy di Dubai</u></a>&nbsp;come un tentativo di mettere formazione, produzione, location, standard professionali e visibilità dentro una stessa infrastruttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un caso interessante proprio perché porta alle estreme conseguenze ciò che sta avvenendo in modo più spontaneo altrove: il creator smette di essere soltanto una persona con un seguito e diventa un anello di una filiera che comprende piattaforme, agenzie, brand, studi di produzione, e-commerce, eventi e servizi professionali. Il denaro non premia necessariamente chi è più conosciuto; premia chi riesce a trasformare attenzione in un risultato leggibile per qualcuno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanto si può guadagnare davvero</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È la domanda che attira più ricerche e quella alla quale è più facile rispondere male. Nel listino DeRev 2026, su Instagram un micro-influencer tra 10.000 e 50.000 follower viene collocato indicativamente tra 300 e 1.600 euro per post; un mid-tier tra 50.000 e 300.000 follower tra 1.600 e 5.500 euro; le celebrity oltre tre milioni di follower tra 12.500 e 35.000 euro. Sono range medi di mercato, non stipendi. Dipendono da settore, autorevolezza, formato, diritti di utilizzo, esclusiva, durata della campagna e capacità di dimostrare risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soprattutto, il post sponsorizzato è soltanto una delle entrate possibili. Un creator può guadagnare con affiliazioni, prodotti propri, corsi, consulenze, abbonamenti, eventi, licensing dei contenuti, community a pagamento e partnership continuative. La nicchia diventa economicamente potente quando consente di aggiungere più ricavi intorno alla stessa fiducia. Un esperto di fotografia con 25.000 persone molto coinvolte può vendere workshop, preset, consulenze, viaggi fotografici e partnership tecniche; un profilo generalista con dieci volte l’audience può avere meno possibilità se il pubblico non associa quella persona a nessuna competenza precisa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il vero rischio è diventare intercambiabili</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dei creator intermedi non garantisce loro una rendita. Se tutti imparano a parlare nello stesso modo, montare con gli stessi template e inseguire gli stessi trend, anche la nicchia diventa affollata. L’AI generativa abbassa ulteriormente il costo di produrre contenuti medi: testi, immagini, voice-over e video possono essere replicati con una velocità che rende la quantità sempre meno difendibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio si sposta allora su ciò che costa tempo accumulare: competenza, accesso, esperienza, reputazione, relazioni e un punto di vista riconoscibile. È lì che il creator assomiglia davvero a un media. Un giornale verticale non vale perché pubblica più pagine di tutti; vale se un pubblico specifico torna perché sa cosa troverà e perché considera credibile chi seleziona le informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 guadagnare con i social continua a essere possibile, e il mercato italiano in crescita lo dimostra. Il percorso però si sta allontanando dall’equazione che ha dominato la prima stagione dell’influencer economy: follower uguale denaro. Il pubblico piccolo non è diventato improvvisamente migliore. È diventato più interessante quando possiede una forma, un bisogno e una relazione abbastanza chiari da poter essere misurati. Per molti creator il lavoro comincia proprio lì, nel momento in cui smettono di provare a piacere a tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>FAQ su come guadagnare con i social</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto si guadagna con i social nel 2026?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste uno stipendio standard. Secondo il listino DeRev 2026, su Instagram i micro-influencer possono collocarsi indicativamente tra 300 e 1.600 euro per post e i mid-tier tra 1.600 e 5.500 euro. I compensi reali dipendono da settore, engagement, autorevolezza, diritti d’uso, esclusiva e risultati dimostrabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Servono molti follower per guadagnare con i social?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">No. Una community più piccola ma molto verticale può essere commercialmente interessante se raggiunge persone coerenti con il prodotto o il servizio. Il numero di follower resta utile, ma brand e agenzie osservano sempre di più engagement, qualità del pubblico, credibilità e conversioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qual è la differenza tra micro-influencer e creator di nicchia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Micro-influencer indica soprattutto una fascia di audience, spesso tra 10.000 e 100.000 follower a seconda delle classificazioni. Creator di nicchia descrive invece la specializzazione del pubblico. Un profilo può essere grande e comunque molto verticale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come può monetizzare un creator oltre alle sponsorizzazioni?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso affiliazioni, prodotti e servizi propri, consulenze, corsi, abbonamenti, community a pagamento, eventi, licensing dei contenuti e partnership continuative. La combinazione dipende dal tipo di pubblico e dalla competenza del creator.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Italia gli influencer devono rispettare regole specifiche?</strong>Sì. AGCOM ha adottato Linee guida e Codice di condotta per gli influencer, con obblighi legati tra l’altro a trasparenza commerciale, tutela dei minori e responsabilità sui contenuti. Le regole applicabili dipendono anche dalla rilevanza del profilo e dal tipo di attività svolta.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>COME NASCE L’IMPRENDITORIA DIGITALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guadagnare Online]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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					<description><![CDATA[Mai chiesto come è nata l'imprenditoria digitale? Vieni a scoprirlo!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo dell’imprenditoria affascina da sempre: soprattutto oggi, complici i miti rappresentati da personalità come Elon Musk, Bill Gates e Steve Jobs, gli imprenditori vengono visti come delle vere rockstar del business e il sogno di emularli è tra i più gettonati.</p>
<p>Grazie all’avvento del digitale e delle opportunità messe a disposizione dai nuovi media, l’entrata nel mondo dell’imprenditoria è sicuramente più agile rispetto al passato quando servivano ingenti capitali per provare a realizzare un’idea d’impresa.</p>
<p>È sufficiente pensare che oggi esistono modelli di business come l’affiliate marketing o ad esempio il dropshipping che consentono di vendere senza possedere né un negozio fisico, né la merce e nemmeno un magazzino, abbattendo decisamente i costi.</p>
<p>L’imprenditoria comunque evolve e assume nuove forme, si consolida sempre di più la figura dell’imprenditore digitale.</p>
<h2><strong>Che cos’è l’imprenditoria digitale</strong></h2>
<p>Secondo le definizioni più recenti l’imprenditoria è quella forma di attività economica organizzata in forma di impresa e diretta alla produzione e commercializzazione di beni o servizi.</p>
<p>L’imprenditore, quindi, è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata ai fini della produzione e dello scambio di beni o servizi. Tra gli obiettivi principali dell’imprenditore è compreso quello di mettere in piedi uno o più business profittevoli e scalabili.</p>
<p>Grazie alla rivoluzione digitale, le opportunità di generare profitto sono aumentate, agevolate anche dai nuovi media, dando vita a figure professionali mai viste finora, tra cui: blogger, youtuber, influencer, affiliati, imprenditori digitali.</p>
<p>Complice il fatto che molti imprenditori ormai famosi siano, o siano stati, anche degli influencer, si sono creati dei falsi miti, delle aspettative irrealistiche oltre che tanta confusione sulla distinzione di tali professionalità. Imprenditore e influencer non sono necessariamente le stessa persona.</p>
<p>La categoria “imprenditori” è estremamente varia: può comprendere sia un visionario, la cui missione è portare le persone a passeggiare su Marte come Elon Musk, sia una persona che gestisce un negozio di generi alimentari in maniera autonoma, sia chi possiede e guadagna tramite un e-commerce online. Aldilà di queste differenze di carattere tecnico-organizzativo, un imprenditore è colui che è in grado di individuare e risolvere problemi comuni ad una determinata porzione di persone, detta “nicchia”.</p>
<p>La missione dell’imprenditore è quella di portare valore tramite capacità proprie oppure grazie all’assunzione di capitale umano specializzato in grado di generare valore per la collettività.</p>
<p>La missione dell’imprenditore digitale semplicemente sposta i suoi paradigmi nel mondo digitale.</p>
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		<title>AFFILIATO O IMPRENDITORE DIGITALE?</title>
		<link>https://laspiegazione.com/2022/01/30/affiliato-o-imprenditore-digitale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2022 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imprenditoria Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Guadagnare Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
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		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori digitali]]></category>
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					<description><![CDATA[L’imprenditoria si evolve e assume nuove forme, si consolida sempre di più la figura dell’imprenditore digitale ma, purtroppo, crescono anche le leggende e le notizie fuorvianti riguardo tale realtà. In questo articolo vogliamo raccontarti chi è un imprenditore digitale e come tale figura sia legata a un’altra: quella dell’affiliato professionista. L’affiliato Un affiliato è un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’imprenditoria si evolve e assume nuove forme, si consolida sempre di più la figura dell’imprenditore digitale ma, purtroppo, crescono anche le leggende e le notizie fuorvianti riguardo tale realtà.</p>
<p>In questo articolo vogliamo raccontarti chi è un imprenditore digitale e come tale figura sia legata a un’altra: quella dell’affiliato professionista.</p>
<h2><strong>L’affiliato</strong></h2>
<p>Un affiliato è un imprenditore digitale? Dipende. Sicuramente un affiliato professionista che lavora in un certo modo ha molto in comune con un imprenditore digitale.</p>
<p>Descriviamo questa figura.</p>
<p>Esiste l’affiliate marketing e gli affiliati che lavorano per generare commissioni ma la maggior parte degli affiliati (un buon 90%) sono degli Opportunity Seekers, professionisti a caccia di opportunità, che una volta trovata, la sfruttano fino a quando c’è possibilità e poi si reinventano.</p>
<h2><strong>L’uomo dietro all’imprenditore</strong></h2>
<p>E se è vero che cambieranno i trend, le abitudini dei consumatori, il modo di parlare, comunicare e interagire, altrettanto vero è che un elemento non cambierà mai, ed è proprio l’essere umano, con tutto il suo bagaglio fatto di emozioni, sogni e speranze che lo accompagnerà per tutto il viaggio della sua vita.</p>
<p>Con questa consapevolezza un imprenditore digitale può creare degli asset e tenerli sempre attivi.</p>
<p>Ma per far questo è necessario essere partner di chi offre i migliori prodotti o servizi, spesso big brand che dettano le loro regole (talvolta rigide) perchè devono salvaguardare il marchio su cui hanno lavorato.</p>
<p>Per vendere non hanno bisogno di opportunity seekers ma di affiliati professionisti che sappiano garantire qualità, volumi e rispetto del marchio e dell’utente.</p>
<p>Quindi un affiliato professionista non cerca l’offerta migliore per trarne il maggior profitto: crea degli asset per categoria, si relaziona costantemente con gli utenti, crea team che possano gestire volumi, qualità e non ultimi i guadagni.</p>
<p>L’affiliato professionista è un marketer che grazie alle affiliazioni diventa un vero e proprio imprenditore digitale.</p>
<p>Hai già letto il nostro articolo sui consigli per gli aspiranti imprenditori? <a href="https://laspiegazione.com/2022/01/04/10-consigli-per-aspiranti-imprenditori-digitali-i-parte/">Clicca qui</a> per farlo ora!</p>
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		<item>
		<title>Come diventare YouTuber (anche in mercati saturi)</title>
		<link>https://laspiegazione.com/2021/12/21/come-diventare-youtuber-anche-in-mercati-saturi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[diventare youtube]]></category>
		<category><![CDATA[influencer digitale]]></category>
		<category><![CDATA[marketing digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Youtube]]></category>
		<category><![CDATA[youtuber]]></category>
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					<description><![CDATA[Come diventare YouTuber anche in settori in cui c'è tanta competizione? Trovi il processo spiegato in questo articolo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se ti piace il mondo dei video, della comunicazione e hai una bella parlantina, forse il mondo patinato degli influencer su Instagram non ti attira molto.</p>
<p>Ti piacerebbe provare qualcosa di diverso, entrare in un social media evergreen come YouTube e fare successo in modo duraturo.</p>
<p>Non è così?</p>
<p>Se Instagram e le altre piattaforme social nascenti sembrano sempre per tramontare dietro l’angolo o passare di moda, YouTube non ha rivali ed è sempre lì pronto a scalare le classifiche non solo dei social media ma anche dei motori di ricerca.</p>
<p>Ebbene sì, perché YouTube non è un vero e proprio social ma anche un motore di ricerca, esattamente come Google, in cui le persone potranno trovare il tuo contenuto anche a distanza di anni.</p>
<p>Per questo essere su YouTube è un investimento, perché ti permette di produrre contenuti di valore che potranno continuare a servire persone interessate nei mesi a venire.</p>
<p>Ma vediamo adesso i passi preliminari per diventare uno YouTuber di successo.</p>
<h2><strong style="color: initial;">1. Scegli il tuo settore</strong></h2>
<p>Il primo passo per gettare le basi del tuo successo è scegliere di cosa vuoi parlare e quindi il tuo settore.</p>
<p>Ti consiglio di non essere superficiale in questa scelta e di valutare non solo le tue passioni ma anche la concorrenza nel mercato.</p>
<p>Come fare?</p>
<p>Basta cercare su YouTube e vedere quanti video compaiono per le stesse parole chiave per cui vorresti produrre contenuti, quali sono le tipologie di contenuto e se ci sono degli influencer molto grossi che ne parlano.</p>
<p>Il tuo scopo è quello di trovare una tua nicchia ben specifica molto ricercata dagli utenti ma poco presidiata da altri personaggi.</p>
<h2><strong style="color: initial;">2. Procurati un piccolo set</strong></h2>
<p>A questo punto, è arrivato il momento di allestire il tuo piccolo studio di registrazione.</p>
<p>Nulla di complesso ma qualcosa che ti permetta di partire nel più breve tempo possibile con un contenuto discreto.</p>
<p>Un telefono su un treppiede e delle cuffiette per registrare l’audio vanno più che bene per iniziare.</p>
<p><a href="https://www.amazon.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Su Amazon trovi un po&#8217; di attrezzatura utile.</strong></a></p>
<h2><strong style="color: initial;">3. Comincia a produrre video e testa</strong></h2>
<p>A questo punto… devi lanciarti. I primi video non li vedrà nessuno, nemmeno i tuoi amici, stai tranquillo, quindi questo è il momento di testare e prendere familiarità con la videocamera.</p>
<p>Solo così capirai cosa funziona online e porterai fuori la tua voce.</p>
<p><a href="https://laspiegazione.com/2021/12/20/come-e-perche-utilizzare-youtube-per-avviare-un-business-digitale/"><strong>Leggi anche: Come e perché utilizzare YouTube per avviare un business digitale</strong></a></p>
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		<title>Come strutturare una campagna di influencer marketing efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna influencer]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[influencer marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Se stai pensando di rivolgerti gli influencer per promuovere il tuo brand, scopri come organizzare al meglio la tua campagna.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stai pensando di organizzare una campagna di influencer marketing per il tuo brand o il tuo nuovo progetto digitale ma non sai da dove partire?</p>
<p>Fermati.</p>
<p>Prima di iniziare a dare prodotti gratuiti in giro sappi che c’è bisogno di un criterio ben preciso per scegliere le persone giuste.</p>
<p>Viceversa, se lo farai in modo amatoriale, non solo non ricaverai nulla ma rischierai anche di rovinare la reputazione del brand.</p>
<p>Per questo motivo, è necessario seguire dei passi ben precisi che ti aiuteranno a costruire una campagna di influencer marketing duratura ed efficace.</p>
<p>Vediamo insieme i 5 step.</p>
<h2><strong style="color: initial;">Definisci un obiettivo</strong></h2>
<p>Il primo passo per far sì che la tua campagna di influencer marketing sia davvero di successo è avere un obiettivo ben definito.</p>
<p>Se non sai nemmeno tu che cosa stai rincorrendo non troverai mai persone che possano supportarti.</p>
<p>Accertati che il tuo obiettivo sia realistico e misurabile, altrimenti rischi di andare fuori strada.</p>
<h2><strong style="color: initial;">Scegli dei profili in target con il prodotto</strong></h2>
<p>Una volta definito il tuo obiettivo è arrivato il momento di definire per filo e per segno le caratteristiche dell’influencer ideale che deve proporre il tuo prodotto.</p>
<p>Cerca di trovare personaggi che parlino in modo autentico al tuo pubblico target in modo che possano creare empatia e veicolarlo al meglio.</p>
<h2><strong style="color: initial;">Organizza una comunicazione sinergica</strong></h2>
<p>A questo punto, devi organizzare un piano di comunicazione da sottoporre come prima bozza agli influencer.</p>
<p>Pensa agli argomenti, al tono al numero e alla natura delle pubblicazioni, se dovranno essere sinergiche tra i vari influencer oppure no.</p>
<p>Una campagna di influencer marketing efficace parte da una buona pianificazione.</p>
<h2><strong style="color: initial;">Valuta i risultati</strong></h2>
<p>Una volta terminate le iniziative, prendi un foglio excel e inizia a segnare tutti i numeri che ti aiuteranno a capire com’è andata la campagna.</p>
<p>Questo è uno step cruciale per capire cos’ha funzionato e replicarlo.</p>
<p><a href="https://www.octoly.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Su questa piattaforma puoi trovare tanti influencer e filtrare quelli che fanno al caso tuo.</strong></a></p>
<h2><strong style="color: initial;">Fai follow up e inizia da capo</strong></h2>
<p>A questo punto, dai un feedback agli influencer e valuta di ripetere la campagna se è stata efficace o se pensi che il pubblico abbia bisogno di un’altra spinta.</p>
<p>Ricordati che l’influencer marketing è un’attività di conoscenza del prodotto e non di vendita diretta, per cui potrebbe essere necessario qualche passaggio in più per ottenere i risultati di vendita sperati.</p>
<p>Se hai domande su come organizzare una campagna influencer scrivi nei commenti.</p>
<p><strong><a href="https://laspiegazione.com/2021/12/18/come-riconoscere-un-brand-serio-con-cui-collaborare-come-influencer/"><u>Leggi anche: Come riconoscere un brand serio con cui collaborare</u></a></strong></p>
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		<title>3 TOP influencer italiani da cui puoi trarre ispirazione e perché</title>
		<link>https://laspiegazione.com/2021/12/17/3-top-influencer-italiani-da-cui-puoi-trarre-ispirazione-e-perche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
		<category><![CDATA[influencer italiani]]></category>
		<category><![CDATA[influencer marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[migliori influencer]]></category>
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					<description><![CDATA[I migliori influencer italiani e perché dovresti prendere ispirazione proprio da loro. Li trovi in questo articolo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Segui tanti personaggi conosciuti su Instagram ma, alla fine, ti sembrano tutti uguali.</p>
<p>Condividono la loro vita, le loro giornate pazze tra i vari impegni e un lifestyle che ti sembra molto diverso da quello a cui sono abituati le persone comuni.</p>
<p>Eppure, questo modo di fare ti incuriosisce, vuoi capire cosa fanno dietro le quinte e in che modo riescono a guadagnarsi tutto questo successo e popolarità.</p>
<p>I migliori influencer sono quelli che fanno parlare di sé, scatenano il passaparola e il chiacchiericcio.</p>
<p>Perché si sa, questa è ancora l’arma di marketing più potente al mondo.</p>
<p>Analizziamo ora 3 profili di donne influencer italiane molto interessanti nella sfera di Instagram e ora anche TikTok che possano darti un punto di vista diverso su questi personaggi.</p>
<p>Vediamo insieme persone interessanti e il loro modo di comunicare.</p>
<h2><strong style="color: initial;">Paola Turani</strong></h2>
<p>Con la sua autenticità, a tratti ben studiata e a tratti molto spontanea, è riuscita a conquistare il cuore di più di 1 milione di followers.</p>
<p>Da un lato ci sono le sue abilità comunicative, dall’altro la voglia di proporsi come un personaggio che possa ispirare uno stile di vita più semplice e normale.</p>
<p>Paola ha sicuramente avuto successo, oltre al suo lavoro interessante come modella, anche perché riesce a mettere a nudo al 100% la sua quotidianità.</p>
<h2><strong style="color: initial;">Giulia Valentina</strong></h2>
<p>Un’altra donna nel mondo del fashion che invece ha fatto dell’ironia pungente il suo tratto forte.</p>
<p>Addirittura la sua immagine del profilo ritrae una pizza.</p>
<p>In ogni suo contenuto riesce a far ridere e presentare una versione diversa di sé, oltre che interessare per il suo lavoro.</p>
<p>Sicuramente un personaggio che fa parlare di sé e che scatena il passaparola.</p>
<h2><strong style="color: initial;">Giulia Calcaterra</strong></h2>
<p>Ultima influencer, anche lei molto interessante nel panorama italiano, è Giulia Calcaterra.</p>
<p>Uscita dal mondo della TV, si ritaglia uno spazio nuovo tutto suo nel mondo dei social dove ispira le persone condividendo la sua passione per gli sport estremi.</p>
<p>L’abbiamo vista in tutte le salse, dai salti sulle scogliere in Liguria, al surf sulle onde oceaniche di Bali.</p>
<p>Insomma, Giulia si è ritagliata una nicchia ben specifica, che comunica con grinta e motivazione. <a href="https://www.selvaticawear.com/collections/selvaticaclothes" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ha anche lanciato la sua linea di beachwear.</strong></a></p>
<p>Quale di queste 3 influencer conoscevi già? Scrivilo nei commenti.</p>
<p><a href="https://laspiegazione.com/2021/12/16/come-utilizzare-linfluencer-marketing-per-aumentare-le-tue-vendite-online/"><u>Leggi anche: Come utilizzare l’influencer marketing per aumentare le tue vendite online</u></a></p>
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		<title>3 Mercati in cui Diventare Influencer Oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[collaborare con i brand]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare online]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
		<category><![CDATA[influencer marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Vuoi diventare influencer ma non sai come muoverti? Scopri i tre migliori mercati in cui inserirti oggi stesso.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ti piacerebbe diventare influencer in un settore che a te piace e guadagnare promuovendo prodotti degli altri?</p>
<p>E’ sempre più vero, se prima tutti i ragazzi e le ragazze sognavano di fare i modelli o i personaggi pubblici in TV, oggi il lavoro dei sogni è l’influencer.</p>
<p>Sembra molto facile da raggiungere come traguardo, non serve più trasferirsi nelle grandi città, fare tanti provini e vincere concorsi.</p>
<p>Adesso è solo una lotta di like.</p>
<p>Sarà davvero così? E’ ancora facile diventare influencer e se sì quali sono i settori migliori per iniziare questa carriera?</p>
<p>In questo articolo ne esploreremo ben 3.</p>
<h2><strong>Quali sono le caratteristiche del settore che devi ricercare?</strong></h2>
<p>Partiamo dal presupposto che oggi il mercato è molto più saturo di qualche anno fa.</p>
<p>Ci sono influencer praticamente in tutti i settori conosciuti e, per farti notare partendo da zero, devi inevitabilmente cercare una nicchia, cioè un micro-settore molto specifico in cui ci sia poca concorrenza.</p>
<p>Inutile andare sul Travel, Fashion o Beauty generico, tanto non riuscirai mai a emergere, piuttosto, guarda a uno di questi tre settori qui sotto.</p>
<p><a href="https://influencee.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scopri la piattaforma per influencer tutta italiana.</strong></a></p>
<h3><strong>Ambito tecnico</strong></h3>
<p>Le discipline molto tecniche sono ancora un territorio inesplorato e sono un ottimo punto di partenza per trovare la tua nicchia.</p>
<p>Se parli di matematica, fisica, astrologia in modo preciso ma semplice, avrai sicuramente molta meno concorrenza che in altri settori più sexy.</p>
<p>Ovvio, deve essere qualcosa che ti piace, ma ti assicuro che ci sono enormi possibilità.</p>
<h3><strong>Intrattenimento</strong></h3>
<p>L’intrattenimento è sempre un settore molto in voga, se preso per la piega giusta. Anche qui, devi specializzarti molto ma se ti piace divertirti ed essere creativo questo è un bel terreno di sperimentazione.</p>
<h3><strong>Formazione specialistica</strong></h3>
<p>Quest’ultimo è sicuramente uno dei più efficaci.</p>
<p>Le persone amano formarsi online e cercano costantemente nuove informazioni.</p>
<p>Parliamo dunque di un influencer in una professione specifica che divulgano informazioni di valore in un determinato campo.</p>
<p>Quali di questi 3 mercati pensi possa essere più indicato per il tuo caso specifico? Condividilo nei commenti.</p>
<p><strong><a href="https://laspiegazione.com/2021/12/14/le-3-caratteristiche-di-un-influencer-di-successo/"><u>Leggi anche: Le 3 caratteristiche di un influencer di successo</u></a></strong></p>
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		<title>Le 3 caratteristiche di un influencer di successo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 17:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare online]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
		<category><![CDATA[influencer marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri quali sono le caratteristiche che devi possedere per diventare un vero influencer di successo nella tua nicchia!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se almeno una volta hai provato ammirazione per i nuovi personaggi famosi del mondo di Instagram, i cosiddetti influencer, allora sei nel posto giusto.</p>
<p>Si tratta delle nuove celebrity del momento, che riescono a guadagnare notorietà senza andare in TV o facendo politica, ma con mezzi del tutto alternativi.</p>
<p>Parliamo dei social media e, in particolare, di Instagram e <a href="https://creatormarketplace.tiktok.com/" target="_blank" rel="noopener">TikTok</a>, le piattaforme che più in assoluto attirano questo tipo di pubblico.</p>
<p>Se vorresti capire se e come puoi diventare uno di loro, in questo articolo troverai spiegate le 3 caratteristiche di un influencer di successo.</p>
<p>Scopriamole subito.</p>
<h2><strong style="color: initial;">Saper coinvolgere il pubblico</strong></h2>
<p>La definizione di influencer è proprio un personaggio che sappia influenzare le scelte di un gruppo di persone.</p>
<p>Che sia l’acquisto di un prodotto o partecipare a un evento di beneficenza, poco importa. L’influencer è quella persona che ci fa scollare da dove siamo e ci spinge ad agire.</p>
<p>Cosa non scontata in un mondo sempre più pigro e fatto di persone che hanno bisogno di forti motivazioni per agire.</p>
<p>L’influencer è tale proprio perché ha un pubblico che lo segue, si fida di lui e fa ciò che consiglia.</p>
<h2><strong style="color: initial;">Avere delle spiccate doti comunicative</strong></h2>
<p>Per essere sulle piattaforme social bisogna, ad ogni costo, comunicare.</p>
<p>Ovvio, lo si può fare in tante forme, scritta, parlata, ballando o anche cantando nel caso di TikTok.</p>
<p>Tuttavia, ciò che non deve mai mancare, è la propensione a stare davanti alla videocamera e al centro dei riflettori.</p>
<p>Ti renderai presto conto che, per diventare un influencer, non puoi nasconderti ma devi per forza mostrarti per quello che sei, parlando, mettendoti a nudo e anche trasformando la tua stanzetta in un piccolo studio di registrazione.</p>
<h2><strong>Conoscere il marketing</strong></h2>
<p>Essere sulle piattaforme social, avere a che fare con i brand e proporre dei prodotti presuppone inevitabilmente una conoscenza almeno base del marketing.</p>
<p>Sia per parlare coi marketing manager che ti chiederanno collaborazioni ma anche per rendere più efficace la tua comunicazione e la tua presenza sulle diverse piattaforme.</p>
<p>Bene, se il mondo degli influencer ti ha appassionato, scrivi nei commenti quale pensi possa essere una caratteristica imprescindibile per essere uno di loro.</p>
<p><a href="https://laspiegazione.com/2021/12/13/quanto-guadagna-un-influencer-cifre-e-numeri/"><strong><u>Leggi anche: Quanto guadagna un influencer: Cifre e Numeri</u></strong></a></p>
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