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	<title>imprenditori &#8211; La Spiegazione</title>
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		<title>PASSAGGIO GENERAZIONALE PMI: CHI VIENE DOPO IL FONDATORE?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imprenditoria Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[continuità d’impresa]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel campione di 67 mila PMI italiane analizzato nel 2026 dall’Osservatorio Perpethua, costruito su aziende con fatturato compreso fra 2 e 25 milioni di euro, l’età media di chi guida l’impresa è 56,4 anni. Il 36% dei titolari ha superato i sessant’anni, uno su cinque i sessantacinque. Nel Lazio compare perfino un imprenditore di 99 [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel campione di 67 mila PMI italiane analizzato nel 2026 dall’Osservatorio Perpethua, costruito su aziende con fatturato compreso fra 2 e 25 milioni di euro, l’età media di chi guida l’impresa è 56,4 anni. Il 36% dei titolari ha superato i sessant’anni, uno su cinque i sessantacinque. Nel Lazio compare perfino un imprenditore di 99 anni. Il dato ha fatto notizia perché sembra raccontare un Paese che invecchia davanti alla scrivania del fondatore; il punto più serio arriva subito dopo: quante di quelle aziende saprebbero continuare a <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2026/03/12/imprenditori-sempre-piu-anziani-in-italia-36-pmi-guidato-da-over-60_b2f47cff-f9d5-4fc0-bdfe-1703473b471f.html" target="_blank" rel="noopener">funzionare se domani quella persona non entrasse più in ufficio? </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda riguarda molto più di un <strong>campione privato</strong>. Il Censimento permanente delle imprese dell’Istat, con riferimento al 2022, rileva che l’80,9% delle aziende con almeno tre addetti è controllato da una persona fisica o da una famiglia. Tra il 2016 e il 2022 il 9,1% aveva già affrontato almeno un passaggio generazionale e un altro 7,9% riteneva possibile affrontarlo nel triennio successivo. Nelle medie imprese la quota di transizioni già avvenute saliva al 17,8%, nelle grandi al 18,9%. La successione, quindi, non è una faccenda confinata a qualche <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2023/11/REPORTCensimprese.pdf" target="_blank" rel="noopener">dinastia industriale</a>: attraversa il tessuto produttivo ordinario, dove proprietà, guida e memoria aziendale coincidono spesso nella stessa persona. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Passaggio generazionale PMI: il problema comincia prima dell’eredità</strong><strong></strong></h2>



<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">C’è un equivoco che rende il passaggio generazionale più difficile di quanto dovrebbe essere. Molti imprenditori lo collocano alla fine della propria carriera, quasi fosse una pratica notarile da aprire quando si decide di smettere. In realtà il <strong>trasferimento dell’azienda </strong>è l’ultimo atto visibile di un processo che comincia molto prima, nel modo in cui l’impresa distribuisce responsabilità, conserva conoscenza, documenta i rapporti con i clienti e consente ad altre persone di prendere decisioni senza aspettare il fondatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato <strong>Istat </strong>sulla gestione manageriale è brutale proprio perché semplice: nel 2022 solo l’1,4% delle imprese con almeno tre addetti dichiarava una <strong>gestione affidata a manager</strong>; la quota saliva al 10% nelle medie e al 21,2% nelle grandi. In moltissime <strong>PMI italiane </strong>il proprietario continua quindi a essere anche amministratore operativo, garante commerciale, archivio vivente, selezionatore delle persone e ultima firma. Finché c’è lui, questa concentrazione può perfino sembrare efficienza. Nel giorno in cui bisogna trasferire l’impresa, diventa un debito organizzativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LaSpiegazione </strong>ha già affrontato il tema dello <a href="https://laspiegazione.com/2026/05/20/caratteristiche-dellimprenditore-digitale-sviluppo-di-autonomia-nei-team/"><u>sviluppo di autonomia nei team</u></a>. Qui quella competenza assume un significato molto meno astratto: un’azienda trasferibile deve saper vivere qualche ora, poi qualche giorno e infine qualche settimana senza che ogni scelta risalga alla stessa persona. Se il fondatore deve autorizzare uno sconto, recuperare personalmente il rapporto con il cliente storico e spiegare a voce perché un fornitore viene pagato in un certo modo, il successore non eredita un sistema. Eredita una serie di dipendenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un milione di imprese davanti alla stessa domanda</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprile 2026 <strong>CNA ha intervistato oltre duemila imprenditori </strong>e ha stimato che nei prossimi anni più di un milione di piccole imprese italiane dovrà fare i conti con la trasmissione dell’attività. È una stima associativa, non un censimento nazionale, e va chiamata con il suo nome. Il resto dell’indagine, però, fotografa bene il ritardo con cui il tema viene affrontato: oltre l’80% degli imprenditori over 40 dichiara di aver già pensato alla trasmissione, mentre più della metà non ha ancora avviato azioni concrete per pianificarla. In famiglia il passaggio risulta concluso con successo <a href="https://www.cna.it/il-passaggio-generazionale-mette-a-rischio-oltre-un-milione-di-imprese/" target="_blank" rel="noopener">nel 63,7% dei casi osservati</a>; quando si prova a cedere a dipendenti o a terzi emergono invece problemi di acquirenti, risorse finanziarie e accordi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui si vede una frattura che i numeri sull’età, da soli, non raccontano. <strong>Il figlio o la figlia non sono più il successore automatico</strong>. Possono avere un altro lavoro, vivere altrove, non possedere le competenze necessarie oppure, semplicemente, non volere quella vita. L’impresa familiare contemporanea deve quindi prepararsi anche all’eventualità che il futuro non abbia lo stesso cognome del fondatore. Vendere, aprire il capitale, affidare la gestione a un manager, coinvolgere un dipendente chiave o costruire una governance mista sono tutte soluzioni possibili; ciascuna richiede tempo, numeri leggibili e un’organizzazione che qualcuno esterno possa capire senza dover entrare nella testa dell’imprenditore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando il successore cambia anche l’impresa</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>passaggio generazionale</strong> viene spesso raccontato come un rischio di perdita. I dati suggeriscono che può essere anche un momento di <strong>trasformazione</strong>. Il <strong>XVI Osservatorio AUB</strong>, realizzato da AIDAF, UniCredit e Università Bocconi sulle aziende familiari italiane con almeno 20 milioni di fatturato, ha rilevato che le imprese che avevano affrontato una transizione generazionale fra il 2013 e il 2022 mostravano, nel periodo osservato, risultati economico-finanziari superiori alla media: un differenziale medio annuo positivo del 7,4% nei ricavi, del 3,5% nel ROE e dell’11,5% nella crescita delle immobilizzazioni. È un’associazione, non una prova che il cambio generazionale produca automaticamente <strong>crescita</strong>; il dato è interessante proprio perché rovescia l’idea del successore come semplice custode. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’edizione 2026 dello stesso Osservatorio allarga ulteriormente il quadro: fra le 23.578 aziende italiane con fatturato di almeno 20 milioni monitorate, 15.568, pari al 66%, risultano a controllo familiare. L’analisi registra un’accelerazione dei passaggi al vertice e dedica attenzione al mentoring fra generazione senior e NextGen. Anche qui la parola utile è “processo”. Il fondatore che consegna le chiavi il venerdì e sparisce il lunedì lascia al successore il peggiore dei regali: autorità formale senza memoria trasferita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle imprese ben preparate il tempo di sovrapposizione serve invece a rendere esplicito ciò che per anni è rimasto implicito. Perché quel cliente compra da noi? Quale margine minimo accettiamo davvero? Chi ha potere di dire no a un ordine? Cosa succede se il miglior tecnico se ne va? Quali relazioni bancarie dipendono dalla persona e quali dall’azienda? Sono domande poco romantiche. Proprio per questo producono continuità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Patto di famiglia, quote e fisco: la parte che arriva dopo la strategia</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la famiglia ha deciso chi proseguirà e con quale ruolo, entra la<strong> parte giuridica</strong>. Il patto di famiglia, introdotto nel 2006, consente all’imprenditore di trasferire in vita l’azienda o partecipazioni societarie a uno o più discendenti. Il Consiglio Nazionale del Notariato ricorda che deve essere stipulato per atto pubblico e che devono partecipare i soggetti che sarebbero legittimari se la successione si aprisse in quel momento; gli altri partecipanti devono essere compensati secondo le regole previste, salvo rinuncia. Il vantaggio è evidente: alcune delle tensioni che altrimenti emergerebbero dopo la morte dell’imprenditore vengono affrontate quando il fondatore è ancora in grado di decidere e spiegare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il<strong> trattamento fiscale</strong> va maneggiato con precisione. Avvalersi di un consulente fiscale, di uno studio di provato valore, soprattutto se si prevede di internazionalizzare l&#8217;azienda, è un passo da considerare seriamente. La disciplina oggi vigente prevede, a determinate condizioni, l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per trasferimenti a favore del coniuge o dei discendenti di aziende, rami d’azienda, quote e azioni. Per aziende e rami d’azienda il beneficiario deve proseguire l’attività per almeno cinque anni; per le partecipazioni rilevano, a seconda dei casi, il mantenimento del controllo o della titolarità per lo stesso periodo. Se le condizioni vengono meno, il beneficio decade. È una materia da progettare con notaio e consulenti fiscali sul caso concreto, perché il vantaggio tributario non corregge una successione organizzativa costruita male. <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=24G00157&amp;atto.dataPubblicazioneGazzetta=2024-10-02&amp;bloccoAggiornamentoBreadCrumb=true&amp;classica=true&amp;dataVigenza=&amp;generaTabId=true&amp;qId=5bf063cd-af2f-4def-8ab3-edb16d29fa47&amp;tabID=0.9685250986883351&amp;tipoDettaglio=vigente&amp;title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank" rel="noopener"><u>Normattiva</u></a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dubai ha trasformato la successione in una politica economica</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che <strong>Dubai (il nostro specchio per comprendere la società e il business di oggi) offre un confronto utile</strong>, senza bisogno di trasformarla in un modello da imitare. Nel 2023 l’emirato ha creato il <strong>Dubai Centre for Family Businesses</strong>; nel 2026 il centro continua a lavorare su governance, successione, formazione della nuova generazione e continuità aziendale. A giugno ha avviato un nuovo ciclo del Next-Gen Family Businesses Training Programme, costruito proprio per preparare membri delle nuove generazioni a leadership, governance e imprenditorialità. Dubai Chambers presenta esplicitamente la transizione generazionale come parte dell’infrastruttura economica della città. <a href="https://www.dubaichambers.com/en/w/dubai-centre-for-family-businesses-launches-first-2026-cycle-of-next-gen-family-businesses-training-programme" target="_blank" rel="noopener"><u>Dubai Chambers</u></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>QuiDubai.com </strong>raccontò la nascita del centro quando l’iniziativa partì, leggendo già allora il passaggio generazionale come un problema di sistema e non come una faccenda privata da lasciare alle famiglie. </p>



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<p class="has-text-align-center has-large-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://quidubai.com/business/a-dubai-arriva-il-centro-per-il-sostegno-alle-imprese-familiari/" target="_blank" rel="noopener"><u>LEGGI: Dubai sostiene le imprese familiari</u></a></p>



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<p class="wp-block-paragraph">Tre anni dopo quella scelta è diventata una struttura stabile con programmi, strumenti di valutazione della governance e percorsi dedicati ai successori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia possiede una storia imprenditoriale familiare molto più lunga e un tessuto produttivo incomparabilmente più articolato. Proprio per questo il confronto è interessante: continuiamo spesso a trattare la successione come un evento domestico, mentre altrove viene affrontata come una questione di competitività, conservazione delle competenze e tenuta del capitale produttivo. La differenza non è culturale soltanto sulla carta. Se un’impresa chiude perché nessuno era pronto a prenderla, insieme alla società spariscono relazioni, know-how, occupazione e una parte di mercato che qualcun altro occuperà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il vero successore deve poter cambiare ciò che riceve</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio generazionale più difficile è quello in cui il fondatore dice di voler lasciare l’azienda, ma pretende che tutto rimanga esattamente come l’ha costruito. Il figlio deve comandare come lui, il manager esterno deve rispettare equilibri che nessuno ha scritto, i clienti storici non si toccano, i prodotti storici nemmeno, le persone chiave restano al loro posto perché “sono qui da trent’anni”. Formalmente cambia il nome sulla porta. Sostanzialmente il fondatore continua a governare da una stanza accanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una successione riuscita deve invece contenere una quota di discontinuità</strong>. La nuova generazione può digitalizzare processi che il padre gestiva al telefono, aprire mercati che prima non esistevano, affidare responsabilità a manager esterni, chiudere linee non più redditizie. Può perfino decidere che l’azienda vada venduta. Conservare il valore dell’impresa e conservare ogni abitudine del fondatore sono due obiettivi diversi; spesso entrano in conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda da fare a un imprenditore di sessant’anni, allora, non riguarda la pensione. È molto più concreta: se per tre mesi non potessi entrare in azienda, chi deciderebbe? Se la risposta richiede dieci minuti di spiegazioni, il passaggio generazionale è già cominciato. Solo che nessuno lo ha ancora messo a calendario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>FAQ sul passaggio generazionale nelle PMI</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che cos’è il passaggio generazionale in una PMI?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È il processo con cui proprietà, controllo, responsabilità gestionali e competenze vengono trasferiti dal fondatore o dalla generazione senior a successori familiari, manager, dipendenti o nuovi proprietari. Può includere un trasferimento giuridico dell’azienda o delle quote, ma la parte organizzativa inizia prima dell’atto formale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando conviene iniziare a preparare il passaggio generazionale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste un termine legale unico. È prudente iniziare quando il fondatore è ancora pienamente operativo, perché servono tempo per trasferire competenze e relazioni, verificare il successore, costruire autonomia manageriale e scegliere gli strumenti societari, successori e fiscali più adatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa succede se i figli non vogliono continuare l’impresa?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La continuità può passare attraverso manager esterni, dipendenti, soci, investitori o la vendita dell’azienda. Il punto decisivo è preparare un’impresa leggibile e trasferibile: conti chiari, processi documentati, clienti non dipendenti esclusivamente dal fondatore e una governance comprensibile a chi entra.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che cos’è il patto di famiglia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È un contratto stipulato per atto pubblico con cui l’imprenditore può trasferire in vita l’azienda o partecipazioni societarie a uno o più discendenti. Devono partecipare i soggetti che sarebbero legittimari al momento della stipula e vanno rispettate le regole di compensazione previste dalla legge.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il passaggio generazionale è esente da imposte?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni trasferimenti di aziende, rami d’azienda, quote o azioni a favore di coniuge e discendenti è prevista l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni, purché siano rispettate specifiche condizioni, fra cui la prosecuzione dell’attività o il mantenimento del controllo o della titolarità per almeno cinque anni. La verifica va fatta sul caso concreto con professionisti qualificati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fonti principali consultate</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2023/11/REPORTCensimprese.pdf" target="_blank" rel="noopener"><u>Istat · Censimento permanente delle imprese 2023, dati 2022</u></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.cna.it/il-passaggio-generazionale-mette-a-rischio-oltre-un-milione-di-imprese/" target="_blank" rel="noopener"><u>CNA · Il passaggio generazionale mette a rischio oltre un milione di imprese</u></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2026/03/12/imprenditori-sempre-piu-anziani-in-italia-36-pmi-guidato-da-over-60_b2f47cff-f9d5-4fc0-bdfe-1703473b471f.html" target="_blank" rel="noopener"><u>ANSA · Imprenditori sempre più anziani in Italia</u></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.unibocconi.it/it/news/la-sfida-delle-nuove-generazioni-alla-guida-delle-imprese-familiari" target="_blank" rel="noopener"><u>Università Bocconi · XVI Osservatorio AUB</u></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.unibocconi.it/it/news/come-cambia-la-leadership-delle-imprese-familiari-italiane" target="_blank" rel="noopener"><u>Università Bocconi · XVII Osservatorio AUB</u></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.notariato.it/it/impresa/i-patti-di-famiglia/" target="_blank" rel="noopener"><u>Consiglio Nazionale del Notariato · I patti di famiglia</u></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=24G00157&amp;atto.dataPubblicazioneGazzetta=2024-10-02&amp;bloccoAggiornamentoBreadCrumb=true&amp;classica=true&amp;dataVigenza=&amp;generaTabId=true&amp;qId=5bf063cd-af2f-4def-8ab3-edb16d29fa47&amp;tabID=0.9685250986883351&amp;tipoDettaglio=vigente&amp;title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank" rel="noopener"><u>Normattiva · D.Lgs. 18 settembre 2024, n. 139</u></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.dubaichambers.com/en/w/dubai-centre-for-family-businesses-launches-first-2026-cycle-of-next-gen-family-businesses-training-programme" target="_blank" rel="noopener"><u>Dubai Chambers · Next-Gen Family Businesses Training Programme 2026</u></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://quidubai.com/business/a-dubai-arriva-il-centro-per-il-sostegno-alle-imprese-familiari/" target="_blank" rel="noopener"><u>QuiDubai · Dubai sostiene le imprese familiari</u></a></p>



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		<title>COME NASCE L’IMPRENDITORIA DIGITALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guadagnare Online]]></category>
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					<description><![CDATA[Mai chiesto come è nata l'imprenditoria digitale? Vieni a scoprirlo!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo dell’imprenditoria affascina da sempre: soprattutto oggi, complici i miti rappresentati da personalità come Elon Musk, Bill Gates e Steve Jobs, gli imprenditori vengono visti come delle vere rockstar del business e il sogno di emularli è tra i più gettonati.</p>
<p>Grazie all’avvento del digitale e delle opportunità messe a disposizione dai nuovi media, l’entrata nel mondo dell’imprenditoria è sicuramente più agile rispetto al passato quando servivano ingenti capitali per provare a realizzare un’idea d’impresa.</p>
<p>È sufficiente pensare che oggi esistono modelli di business come l’affiliate marketing o ad esempio il dropshipping che consentono di vendere senza possedere né un negozio fisico, né la merce e nemmeno un magazzino, abbattendo decisamente i costi.</p>
<p>L’imprenditoria comunque evolve e assume nuove forme, si consolida sempre di più la figura dell’imprenditore digitale.</p>
<h2><strong>Che cos’è l’imprenditoria digitale</strong></h2>
<p>Secondo le definizioni più recenti l’imprenditoria è quella forma di attività economica organizzata in forma di impresa e diretta alla produzione e commercializzazione di beni o servizi.</p>
<p>L’imprenditore, quindi, è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata ai fini della produzione e dello scambio di beni o servizi. Tra gli obiettivi principali dell’imprenditore è compreso quello di mettere in piedi uno o più business profittevoli e scalabili.</p>
<p>Grazie alla rivoluzione digitale, le opportunità di generare profitto sono aumentate, agevolate anche dai nuovi media, dando vita a figure professionali mai viste finora, tra cui: blogger, youtuber, influencer, affiliati, imprenditori digitali.</p>
<p>Complice il fatto che molti imprenditori ormai famosi siano, o siano stati, anche degli influencer, si sono creati dei falsi miti, delle aspettative irrealistiche oltre che tanta confusione sulla distinzione di tali professionalità. Imprenditore e influencer non sono necessariamente le stessa persona.</p>
<p>La categoria “imprenditori” è estremamente varia: può comprendere sia un visionario, la cui missione è portare le persone a passeggiare su Marte come Elon Musk, sia una persona che gestisce un negozio di generi alimentari in maniera autonoma, sia chi possiede e guadagna tramite un e-commerce online. Aldilà di queste differenze di carattere tecnico-organizzativo, un imprenditore è colui che è in grado di individuare e risolvere problemi comuni ad una determinata porzione di persone, detta “nicchia”.</p>
<p>La missione dell’imprenditore è quella di portare valore tramite capacità proprie oppure grazie all’assunzione di capitale umano specializzato in grado di generare valore per la collettività.</p>
<p>La missione dell’imprenditore digitale semplicemente sposta i suoi paradigmi nel mondo digitale.</p>
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			</item>
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		<title>AFFILIATO O IMPRENDITORE DIGITALE?</title>
		<link>https://laspiegazione.com/2022/01/30/affiliato-o-imprenditore-digitale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2022 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imprenditoria Digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’imprenditoria si evolve e assume nuove forme, si consolida sempre di più la figura dell’imprenditore digitale ma, purtroppo, crescono anche le leggende e le notizie fuorvianti riguardo tale realtà. In questo articolo vogliamo raccontarti chi è un imprenditore digitale e come tale figura sia legata a un’altra: quella dell’affiliato professionista. L’affiliato Un affiliato è un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’imprenditoria si evolve e assume nuove forme, si consolida sempre di più la figura dell’imprenditore digitale ma, purtroppo, crescono anche le leggende e le notizie fuorvianti riguardo tale realtà.</p>
<p>In questo articolo vogliamo raccontarti chi è un imprenditore digitale e come tale figura sia legata a un’altra: quella dell’affiliato professionista.</p>
<h2><strong>L’affiliato</strong></h2>
<p>Un affiliato è un imprenditore digitale? Dipende. Sicuramente un affiliato professionista che lavora in un certo modo ha molto in comune con un imprenditore digitale.</p>
<p>Descriviamo questa figura.</p>
<p>Esiste l’affiliate marketing e gli affiliati che lavorano per generare commissioni ma la maggior parte degli affiliati (un buon 90%) sono degli Opportunity Seekers, professionisti a caccia di opportunità, che una volta trovata, la sfruttano fino a quando c’è possibilità e poi si reinventano.</p>
<h2><strong>L’uomo dietro all’imprenditore</strong></h2>
<p>E se è vero che cambieranno i trend, le abitudini dei consumatori, il modo di parlare, comunicare e interagire, altrettanto vero è che un elemento non cambierà mai, ed è proprio l’essere umano, con tutto il suo bagaglio fatto di emozioni, sogni e speranze che lo accompagnerà per tutto il viaggio della sua vita.</p>
<p>Con questa consapevolezza un imprenditore digitale può creare degli asset e tenerli sempre attivi.</p>
<p>Ma per far questo è necessario essere partner di chi offre i migliori prodotti o servizi, spesso big brand che dettano le loro regole (talvolta rigide) perchè devono salvaguardare il marchio su cui hanno lavorato.</p>
<p>Per vendere non hanno bisogno di opportunity seekers ma di affiliati professionisti che sappiano garantire qualità, volumi e rispetto del marchio e dell’utente.</p>
<p>Quindi un affiliato professionista non cerca l’offerta migliore per trarne il maggior profitto: crea degli asset per categoria, si relaziona costantemente con gli utenti, crea team che possano gestire volumi, qualità e non ultimi i guadagni.</p>
<p>L’affiliato professionista è un marketer che grazie alle affiliazioni diventa un vero e proprio imprenditore digitale.</p>
<p>Hai già letto il nostro articolo sui consigli per gli aspiranti imprenditori? <a href="https://laspiegazione.com/2022/01/04/10-consigli-per-aspiranti-imprenditori-digitali-i-parte/">Clicca qui</a> per farlo ora!</p>
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		<title>10 CONSIGLI PER ASPIRANTI IMPRENDITORI DIGITALI – III PARTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2022 08:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scopri 10 consigli per aspiranti imprenditori digitali che ti aiuteranno a fare finalmente il salto di qualità!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ultima parte dei nostri articoli che vanno a comporre la lista delle best practice per diventare imprenditore digitale.</p>
<h2><strong style="color: initial;">9. Circondati delle persone giuste</strong></h2>
<p>Come avrai sicuramente intuito, il successo spesso è reso possibile non solo dall’idea iniziale e dalla tua perseveranza, ma anche dal prezioso contributo di altre figure chiave. Le persone che abbiamo attorno e con le quali scegliamo di trascorrere il nostro tempo sono l’espressione di chi siamo. Sono quelle che esercitano su di noi l’influenza maggiore. Perché sei tu a scegliere. C’è chi ti sta più o meno simpatico, chi condivide i tuoi stessi valori, chi frequenta amici in comune e chi pratica i tuoi stessi sport. Le persone che possono però rivoluzionare il tuo percorso verso il successo sono quelle con le quali puoi condividere la tua visione.</p>
<h2><strong>10. Sii sempre un passo avanti</strong></h2>
<p>Un ultimo aspetto importante è la capacità di innovare il proprio business velocemente, cavalcando i trend digitali e trovando sempre nuova linfa per accrescere la popolarità del brand. Nulla può essere lasciato al caso né affrontato con leggerezza, ma occorre sempre agire con intelligenza e lucidità per saper cogliere le opportunità quando queste si presentano, riparare agli errori e migliorare velocemente. Essere al passo coi tempi significa accedere a informazione, formazione, aggiornamento ed evoluzione. Essere un passo avanti significa andare incontro alle tendenze e affinare quella sensibilità che permetterà di fare delle scelte vincenti per creare o mantenere sempre vivace l’affiatamento e la fiducia del cliente e per fidelizzarlo nel migliore dei modi.</p>
<p>Termina, dunque, così la nostra lista delle best practice per diventare imprenditore digitale, quindi ti chiediamo: qual è il consiglio che ti abbiamo dato a cui non avevi ancora pensato?</p>
<p><a href="https://laspiegazione.com/2022/01/06/10-consigli-per-aspiranti-imprenditori-digitali-iii-parte/"><strong>Leggi anche: 10 CONSIGLI PER ASPIRANTI IMPRENDITORI DIGITALI – III PARTE</strong></a></p>
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		<title>10 CONSIGLI PER ASPIRANTI IMPRENDITORI DIGITALI – III PARTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scopri 10 consigli per aspiranti imprenditori digitali che ti aiuteranno a fare finalmente il salto di qualità!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Terza parte dei nostri articoli che vanno a comporre la lista delle best practice per diventare imprenditore digitale.</p>
<h2><strong style="color: initial;">7. Impara dagli errori e migliora in fretta</strong></h2>
<p>C’è una caratteristica che ci contraddistingue da tutti gli altri animali. No, non è l’intelletto fine a se stesso ma piuttosto è la capacità di sbagliare e di imparare dagli errori che facciamo. Gli animali non hanno bisogno di imparare niente di nuovo di quello che già sanno. Il loro istinto gli basta. Un’anatra che migra non sbaglia rotta, una papera non sbaglia a nuotare, una formica non sbaglia nella raccolta del cibo per l’inverno. Quando in natura si presenta un errore, avviene un’evoluzione. Questo discorso vale anche per l’essere umano, sempre che sia disposto ad accettare l’errore e a vederne la lezione che ha portato con sé. Una volta che ti sei accorto dell’errore, chiediti come puoi rimediare e mettiti in azione per risolvere il risolvibile. Molte volte sbagliamo semplicemente perché non sappiamo qualcosa. Se ti accorgi che è così, colma prima le tue lacune, poi agisci sulla base delle nuove cose che hai imparato. Allenare la mente vuol dire darsi la possibilità di conoscere nuove prospettive che ci permettano di vedere soluzioni là dove prima c’erano solo muri.</p>
<h2><strong style="color: initial;">8. Sii pronto al cambiamento e a metterti in discussione</strong></h2>
<p>Si può essere fiduciosi nelle proprie capacità e allo stesso tempo accettare di non avere sempre la giusta conoscenza, soluzione, idea, capendo che per arrivare a una migliore soluzione è preferibile mettere in discussione il nostro pensiero anche nel confronto con altri. Se ci pensi, quando andiamo per la prima volta in un posto nuovo, tutti i nostri sensi sono in fermento per cogliere aspetti non conosciuti, mentre quando frequentiamo uno stesso luogo rischiamo di non accorgerci dei cambiamenti perché tendiamo a vedere sempre e solo i principali punti di riferimento che ci siamo creati. Vale lo stesso per il nostro pensiero, più accettiamo che sia parziale, che si possa mettere in discussione, che ci siano delle cose che non abbiamo considerato, più avremo la possibilità di scoprire cose nuove che non ci erano apparse “al primo pensiero”.</p>
<p><a href="https://laspiegazione.com/2022/01/05/10-consigli-per-aspiranti-imprenditori-digitali-ii-parte/"><strong>Leggi anche: 10 CONSIGLI PER ASPIRANTI IMPRENDITORI DIGITALI – II PARTE</strong></a></p>
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		<title>10 CONSIGLI PER ASPIRANTI IMPRENDITORI DIGITALI – II PARTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scopri 10 consigli per aspiranti imprenditori digitali che ti aiuteranno a fare finalmente il salto di qualità!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la nostra lista delle best practice per diventare imprenditore digitale.</p>
<p><strong style="color: initial;">3. Sii fedele a te stesso e pensa a lungo termine</strong></p>
<p>Non cedere alla sensazione di avere tutto e subito. Se sarai costante i risultati arriveranno, con i loro tempi. E con i tuoi. Perché ricorda, ognuno di noi ha i propri tempi, i propri ritmi, e solo in questi risiede il segreto della nostra riuscita. Pensa a lungo termine. Potrai dover rinunciare a offerte e proposte molto allettanti, pensa bene a quel che vuoi e rimani fedele alla tua visione.</p>
<p><strong style="color: initial;">4. Trova un modello di business</strong></p>
<p>Studia, studia, studia. La tua strategia, i tuoi competitor, il mondo digitale che si continua ad evolvere. Per quanto l’idea di partenza possa dimostrarsi valida, per continuare a crescere e monetizzare il successo occorre una strategia ben pensata. Crea, dunque, il tuo modello di business: è una struttura concettuale che supporta la fattibilità di un prodotto o di un’azienda e spiega come l’azienda opera, guadagna denaro e come intende raggiungere i suoi obiettivi. Tutti i processi e le politiche di business che un’azienda adotta e segue fanno parte del modello di business.</p>
<p><strong style="color: initial;">5. Presta attenzione al tuo pubblico</strong></p>
<p>Le persone che ti seguono dall’inizio imparano a conoscerti. Venire meno a ciò che fino a un dato momento ti aveva identificato presso il tuo pubblico significa non solo tradire te stesso, ma anche le persone che ti seguono. Per questo sii sempre pronto a scegliere con cura eventuali collaborazioni, fai sì di rimanere sempre legato alla tua visione, in modo da difendere l’immagine del brand e il rapporto di fiducia instaurato con il pubblico.</p>
<p><strong style="color: initial;">6. Lavora sul brand</strong></p>
<p>La scelta di essere selettivi nelle collaborazioni dovrà rispecchiare una più ampia strategia improntata alla definizione di una chiara <a href="https://www.rundesign.it/branding/brand-identity/" target="_blank" rel="noopener"><strong>brand identity</strong></a>: meno collaborazioni per privilegiare la qualità più che la quantità e scegliere brand con cui tu possa eventualmente creare partnership di lungo corso e creare progetti che rispecchino la tua identità.</p>
<p><a href="https://laspiegazione.com/2022/01/04/10-consigli-per-aspiranti-imprenditori-digitali-i-parte/"><strong>Leggi anche: 10 CONSIGLI PER ASPIRANTI IMPRENDITORI DIGITALI – I PARTE</strong></a></p>
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		<title>10 CONSIGLI PER ASPIRANTI IMPRENDITORI DIGITALI – I PARTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 16:57:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scopri 10 consigli per aspiranti imprenditori digitali che ti aiuteranno a fare finalmente il salto di qualità!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlando di imprenditoria digitale ci siamo posti un problema: esiste una lista di “best practice” che possa guidare gli interessati per potersi lanciare in questa avventura?</p>
<p>Ecco, dunque, la nostra lista di consigli per costruire un business online di successo:</p>
<h2><strong style="color: initial;">1. Sii aperto e curioso verso le novità</strong></h2>
<p>Esempio: il primo passo importante che ha contribuito al successo di <a href="https://www.instagram.com/chiaraferragni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Chiara Ferragni</strong></a> in quanto imprenditrice digitale è stato quello di essersi avvicinata all’utilizzo delle varie piattaforme (da Flickr, poi il blog e infine Instagram) quando ancora non erano così ampiamente diffuse nel nostro Paese, utilizzandole per postare quotidianamente i propri outfit come già facevano altre ragazze negli USA. L’interesse verso i media digitali, il loro studio e la capacità di guardare oltre sono tutti gradini importanti da salire per arrivare in vetta.</p>
<h2><strong style="color: initial;">2. Lavora con costanza</strong></h2>
<p>Non è una frase fatta, ma semplicemente la verità: i successi bisogna sudarseli, perché non piovono dal cielo né crescono sugli alberi. Se invece di sconfortarci, pensiamo sempre che i risultati che stiamo ottenendo siano buoni, non ci saranno problemi, perché ci sentiremo di aver voglia di continuare con quello che stavamo facendo, e avremo buone sensazioni, quindi una collaborazione positiva da parte del nostro subconscio. Se invece pensiamo di non stare ottenendo i risultati che speravamo, ci sentiremo male. Il nostro subconscio si comporterà di conseguenza, ponendoci tutti i limiti possibili affinché non continuiamo con quello che stavamo facendo, e quindi terminiamo di sentirci male: perdita di concentrazione, mancanza di voglia per iniziare, troppo appetito, sonno, problemi di salute, etc. Soltanto nuovi incentivi ci potranno portare a eliminare questa pressione del nostro subconscio, e farci ricominciare le nostre attività con nuova illusione e voglia di fare. Quindi, è importantissimo cambiare da subito tutto quello che è necessario per acquisire, fin dall’inizio, una buona tecnica che ci permette di ottenere buoni risultati nel modo più rapido e facile possibile.</p>
<p><a href="https://laspiegazione.com/2022/01/05/10-consigli-per-aspiranti-imprenditori-digitali-ii-parte/"><strong>La lista delle best practice per diventare imprenditore digitale continua nel prossimo articolo.</strong></a></p>
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		<title>UN NUOVO VOLTO: L’IMPRENDITORIA DIGITALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 14:46:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In Italia, se sei avvocato farai sempre l’avvocato; se sei ingegnere o operaio farai sempre l’ingegnere o l’operaio. Quante volte vi sarà capitato di sentire qualcuno pronunciare parole simili, con tono deciso e spesso rassegnato? Oltre al fondo, c’è tanta verità in queste affermazioni. O almeno c’era. I dati e le statistiche degli ultimi decenni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, se sei avvocato farai sempre l’avvocato; se sei ingegnere o operaio farai sempre l’ingegnere o l’operaio. Quante volte vi sarà capitato di sentire qualcuno pronunciare parole simili, con tono deciso e spesso rassegnato? Oltre al fondo, c’è tanta verità in queste affermazioni. O almeno c’era. I dati e le statistiche degli ultimi decenni sulla scarsa tendenza dei lavoratori italiani a cambiare azienda, mansione o addirittura professione confermano l’estrema rigidità del mercato del lavoro, causa, a sua volta, dei bassissimi livelli di mobilità sociale. Ma arriva anche per ciò che sembra immutabile il momento in cui qualcosa o qualcuno infrange ordine e schemi.</p>
<h2><strong>I MILLENNIAL E L’IMPRENDITORIA DIGITALE</strong></h2>
<p>In tema di lavoro sono i Millennial, ancora una volta, a rompere con il passato. Come mostra uno studio sulla percezione del mondo e delle sue principali sfide economiche e sociali di Millennial (cioè i nati tra il 1981 e il 1996) e della Gen Z (1997-2012) promosso dalla società di consulenza Deloitte, il posto fisso e la possibilità di fare carriera rimanendo fedeli a un’unica azienda non sono più una priorità. Ciò che emerge è soprattutto la loro straordinaria determinazione a credere nel cambiamento anche in condizioni di estrema incertezza e a voler dare il proprio contributo alla costruzione di un futuro migliore al fianco di aziende e governi nazionali.</p>
<h2><strong>JOULE PER L’IMPRENDITORIA DIGITALE</strong></h2>
<p>Recentemente si è sentito parlare di “Joulees”: sono gli studenti che partecipano alla prima edizione di Joule, scuola di Eni per l’impresa e nuova iniziativa di alta formazione che ha l’obiettivo di formare le imprenditrici e gli imprenditori di domani, promuovendo una cultura basata sui valori dell’integrazione, della crescita sostenibile e dello sviluppo di una leadership consapevole.</p>
<p>Intelligenze, competenze e idee che nascono e crescono grazie all’accesso universale alle infinite opportunità date dal digitale, inclusa la possibilità di continuare a formarsi a costi contenuti, o persino gratuitamente, e apprendere metodologie nuove che aiutano a spezzettare un grande sogno in piccoli passi, applicandole a contesti diversi che mutano con grande rapidità. Orizzonte condiviso: dare priorità alle persone e alla sostenibilità ambientale. Il digitale, in questo importante salto, accompagna i giovani e dà una forte spinta alla realizzazione dei loro sogni.</p>
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		<title>PARTIRE DA ZERO CON LE SOFT SKILLS: COME DIVENTARE IMPRENDITORE DIGITALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 14:24:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diventare un imprenditore, o un’imprenditrice, è il sogno di molti lavoratori che vorrebbero mettersi in proprio per dare una svolta alla propria vita professionale, aprendo un’attività o facendo impresa online, con l’obiettivo di essere indipendenti e fare soldi. Un imprenditore è una figura professionale che possiede diverse competenze che gli permettono di gestire e portare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Diventare un imprenditore, o un’imprenditrice, è il sogno di molti lavoratori che vorrebbero mettersi in proprio per dare una svolta alla propria vita professionale, aprendo un’attività o facendo impresa online, con l’obiettivo di essere indipendenti e fare soldi. Un imprenditore è una figura professionale che possiede diverse competenze che gli permettono di gestire e portare al successo un’azienda o una startup.</p>
<p>In linea generale è semplice comprendere in cosa consiste la figura dell’imprenditore, ma la vera sfida è capire come riuscire a vestirne i panni, per di più, partendo da zero.</p>
<h2><strong>LE SOFT SKILLS IMMANCABILI PER OGNI IMPRENDITORE DIGITALE</strong></h2>
<p>Tutti gli imprenditori hanno delle caratteristiche tipiche che li contraddistinguono, le cosiddette soft skills, che rendono unico ogni lavoratore. Diventare imprenditore e fare soldi partendo da zero non è affatto semplice, ma non è impossibile!</p>
<p>Per diventare imprenditore servono abilità, impegno, dedizione, spirito di sacrificio e, non meno importante, risorse in denaro. Per farlo ci sono due strade: diventare un freelance (cioè un libero professionista), e a quel punto l’azienda sei tu; aprire un’attività, come un’azienda o una startup innovativa.</p>
<p>La prima e imprescindibile cosa da afre è: trovare un’idea di business. Per diventare imprenditore avrai bisogno di tirare su un progetto che faccia al caso tuo. Un’idea di business può essere inerente a ciò che sai fare meglio. Se fino a poco tempo fa hai svolto un determinato lavoro, puoi partire da lì e mettere in campo le competenze che hai acquisito.</p>
<p>Inquadra il tuo target. Ricordati sempre che non potrai soddisfare chiunque, quindi, dovrai obbligatoriamente inquadrare il tuo target. Documentati più che puoi sui tuoi potenziali clienti: ogni informazione è preziosa per costruire la tua strategia di marketing. Più informazioni dettagliate avrai sulle tue buyer personas (i clienti, per intenderci) e maggiori saranno le chance di attirare la loro attenzione e soddisfare i loro bisogni.</p>
<p>Osserva i tuoi competitor. Nella maggior parte dei casi sul mercato già esiste qualcosa di simile al tuo business, motivo per cui è necessario studiare i competitor. Osservando i tuoi concorrenti sul mercato, puoi capire quali sono i punti di forza e le lacune, così da replicare e amplificare i primi e colmare le seconde.</p>
<p>Organizza un business plan. Trascrivi sempre le idee migliori e organizza un business plan per avere maggiore chiarezza sui passi da fare. Ordinando e scrivendo le tue idee e osservazioni, potrai rendere il tuo progetto imprenditoriale più nitido e reale.</p>
<p>Costruisci la tua rete. Un altro passo fondamentale per diventare imprenditore è costruire un network di relazioni capace di diffondere e supportare la tua idea.</p>
<p>Testa e lancia la tua idea di business. Il tuo lavoro di imprenditore è convincere i clienti che il tuo prodotto o servizio sia la scelta migliore sul mercato e sia in grado di risolvere il loro problema. Per farlo devi prima lanciare il tuo prodotto/servizio. Puoi iniziare, ad esempio, offrendolo gratuitamente, oppure mettendo un prezzo scontato per le prime vendite a numero chiuso. Non importa come inizierai, l’importante è che tu lo faccia.</p>
<p>Se anche tu sei un imprenditore digitale, lasciaci un commento e raccontaci cosa ne pensi in merito!</p>
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		<title>IMPRENDITORI DIGITALI: IL MINDSET</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 14:18:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Domanda del giorno: qual è il giusto mindset per diventare un imprenditore o un’imprenditrice digitale? È ormai chiaro che la strada della “vecchia” imprenditoria è più che desolata, l’unica percorribile rimane quella che porta al mondo digitale. La trasformazione digitale, infatti, sta cambiando il mondo, viviamo in una nuova era trainata dalla rivoluzione tecnologica, dove [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domanda del giorno: qual è il giusto mindset per diventare un imprenditore o un’imprenditrice digitale?</p>
<p>È ormai chiaro che la strada della “vecchia” imprenditoria è più che desolata, l’unica percorribile rimane quella che porta al mondo digitale.<br />
La trasformazione digitale, infatti, sta cambiando il mondo, viviamo in una nuova era trainata dalla rivoluzione tecnologica, dove internet è indispensabile e sopravvive solo chi sa adattarsi al cambiamento.</p>
<h2><strong>Come nasce un imprenditore digitale</strong></h2>
<p>Un imprenditore o un’imprenditrice digitale rappresentano una figura che crea un’azienda o una startup sfruttando l’innovazione tecnologica e costruendosi di conseguenza un’identità digitale. A differenza dell’imprenditoria offline, questa (relativamente) nuova figura professionale decide di mantenersi aggiornata e sfrutta a suo vantaggio ciò che il digitale può offrire per dare un valore aggiunto all’azienda o alla startup: sfrutta il web per trarre dei profitti.</p>
<h2><strong>Il mindset dell’imprenditore digitale</strong></h2>
<p>Semplice, verrebbe da dire, ma all’atto pratico qual è la forma mentis vincente di un imprenditore un’imprenditrice digitale?</p>
<p>Ormai qualunque ambito lavorativo, e quello imprenditoriale più di ogni altro, richiede competenze digitali.</p>
<p>Diventare un imprenditore o un’imprenditrice digitale impone una certa mentalità e delle competenze trasversali che non sono legate allo studio, bensì al proprio modo di porsi.</p>
<h2><strong>Abilità immancabili nell’approccio mentale dell’imprenditore digitale</strong></h2>
<p>Pianificazione: saper pianificare al meglio le proprie attività e quelle del proprio team è fondamentale per permettere al business di decollare. Eliminare le distrazioni e concentrarsi sugli obiettivi che si vogliono raggiungere.</p>
<p>Empatia: gli imprenditori digitali devono capire quali sono i bisogni dei propri clienti, sapersi immedesimare così da poterli soddisfare al meglio e ottenere la loro fiducia.</p>
<p>Resilienza: bisogna sapersi adattare velocemente ai cambiamenti per diventare un imprenditore o un’imprenditrice digitale. Internet è famoso per i continui mutamenti e obbliga a stare al passo se non si vuole essere sorpassati dai competitor o rischiare delle perdite.</p>
<p>Cultura dell’innovazione: conoscere sempre quali sono i nuovi strumenti e i canali digitali per far crescere la propria impresa è una competenza da non sottovalutare.</p>
<p>Talvolta, bisogna anche permettersi di sbagliare strada, per vivere pienamente.</p>
<p>Osservare, vivere, assaporare luoghi diversi per farsi un’idea di cosa significhi complessità. Conoscendola si impara a gestirla e diventa una competenza fondamentale, che permette di competere come individui nel mercato del lavoro e come aziende nei mercati globali.</p>
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