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	<title>#ucraina &#8211; La Spiegazione</title>
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	<title>#ucraina &#8211; La Spiegazione</title>
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		<title>DUBAI NUOVO PARADISO DEI RUSSI &#8211; PARTE III</title>
		<link>https://laspiegazione.com/2022/03/18/dubai-nuovo-paradiso-dei-russi-parte-iii/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vivere a Dubai]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall'invasione dell'Ucraina la maggior parte dei Paesi del mondo ha imposto pesanti sanzioni alle istituzioni finanziarie e ai magnati vicini a Putin: un elenco lungo di stati, che conta anche paradisi fiscali, come le Isole Cayman, Monaco e la Svizzera. 

Dubai e gli Emirati Arabi Uniti, invece, non lo hanno fatto e ora sembrano essere divenuti per i ricchissimi russi una via di uscita: sono stati eletti a nuovo regno degli oligarchi russi e degli alleati di Vladimir Putin.

Da quando i primi tank russi hanno oltrepassato i confini dell’Ucraina si è aperto un nuovo fronte nelle analisi: il tracciamento dei mezzi privati. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Continuiamo ad occuparci della migrazione degli straricchi russi a Dubai: puoi leggere la parte I <a href="https://laspiegazione.com/2022/03/14/dubai-il-nuovo-paradiso-dei-russi-parte-i%ef%bf%bc/">qui</a> e la parte II <a href="https://laspiegazione.com/2022/03/16/dubai-nuovo-paradiso-dei-russi-parte-ii%ef%bf%bc/">qui</a>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina la maggior parte dei Paesi del mondo ha imposto pesanti sanzioni alle istituzioni finanziarie e ai magnati vicini a Putin: un elenco lungo di stati, che conta anche paradisi fiscali, come le Isole Cayman, Monaco e la Svizzera. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dubai e gli Emirati Arabi Uniti, invece, non lo hanno fatto e ora sembrano essere divenuti per i ricchissimi russi una via di uscita: sono stati eletti a nuovo regno degli oligarchi russi e degli alleati di Vladimir Putin.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da quando i primi tank russi hanno oltrepassato i confini dell’Ucraina si è aperto un nuovo fronte nelle analisi: il tracciamento dei mezzi privati. </span></p>
<p><strong>In cosa consiste il tracciamento logistico?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I movimenti degli aerei sono stati tracciati attraverso una metodologia chiamata Osit: Open Source Intelligence.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Codici identificativi, rotte tracciate, analisi degli aeroporti di partenza e arrivo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Jet, elicotteri e yacht russi sono finiti nelle mani di analisti con importanti competenze informatiche: personaggi che hanno costruito profili Twitter dedicati a tracciare tutti questi movimenti. Fra questi è già nota alla cronaca la storia di Jack Sweeney, il ragazzo diventato famoso per aver seguito tutti i movimenti del jet di Elon Musk che ora si è dedicato solo ai mezzi degli oligarchi russi. Una di queste analisti nelle ultime ore ha sollevato un dubbio su quello che sta accadendo all’ombra del Cremlino: Oliver Alexander, infatti, ha pubblicato una serie di mappe di volo dove viene testimoniato un corposo movimento di jet privati che partono da Mosca e si dirigono verso Dubai.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tweet in cui ha denunciato questo esodo è stato condiviso da 5mila persone e ha ricevuto 15mila like. Nel tracciamento identifica uno stormo formato principalmente da quattro aerei: tutti privati e tutti diretti dalla Russia alla capitale degli Emirati Arabi. Oltre a queste immagini, ce ne sono altre che documentano il movimento di jet verso la città affacciata sul Golfo Persico. Per gli oligarchi russi, Dubai è diventata la meta ospitale verso cui muovere i propri lussuosi mezzi dopo la decisione di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea di sanzionare buona parte dei loro beni. </span></p>
<p><strong>Ma come funziona l’Open Source Intelligence?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Osit è una pratica che permette di creare conoscenza condividendo informazioni pubbliche. È esattamente quello che sta succedendo con la mappatura dei voli russi: le informazioni condivise, infatti, non vengono estratte con tecniche top-secret ma semplicemente pubblicate da portali che monitorano il movimento degli aerei in tutto il mondo come Flightradar24.</span></p>
<p>Se ti è piaciuto questo pezzo, leggi <a href="https://laspiegazione.com/2022/02/14/tripadvisor-dubai-decretata-prima-destinazione-2022/">qui</a>.</p>
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		<title>DUBAI: IL NUOVO PARADISO DEI RUSSI &#8211; PARTE II￼</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Continuiamo a parlare della situazione ambigua che sta coinvolgendo gli Emirati Arabi in questi ultimi giorni: questi ultimi, infatti, sono diventati porto sicuro degli oligarchi russi dopo le sanzioni.

La partita decisiva rimane quella del petrolio, l’oro nero grazie al quale si è assistito allo sviluppo miliardario dei Paesi mediorientali. Finché il barile di greggio resta sopra i 110, dollari Putin continuerà ad incassare quanto basta per finanziare la sua guerra. La Russia è stata in grado di costruire negli anni un rapporto ottimo con l’Opec (l’Organizzazione dei Paesi che estraggono, lavorano ed esportano il petrolio).

Emirati e Arabia Saudita potrebbero creare grosse difficoltà al capo del Cremlino se soltanto volessero aumentare la produzione e, quindi, far calare i prezzi. Sono, infatti, le uniche due nazioni con un’ampia capacità produttiva ancora in parte inutilizzata. Il braccio di ferro in seno all’Opec indica che Putin è stato abile nel tessere le fila delle sue alleanze internazionali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Continuiamo a parlare della situazione ambigua che sta coinvolgendo gli Emirati Arabi in questi ultimi giorni: questi ultimi, infatti, sono diventati porto sicuro degli oligarchi russi dopo le sanzioni. Per la prima parte dell&#8217;articolo, leggi <a href="https://laspiegazione.com/2022/03/14/dubai-il-nuovo-paradiso-dei-russi-parte-i%ef%bf%bc/">qui</a>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La partita decisiva rimane quella del petrolio, l’oro nero grazie al quale si è assistito allo sviluppo miliardario dei Paesi mediorientali. Finché il barile di greggio resta sopra i 110, dollari Putin continuerà ad incassare quanto basta per finanziare la sua guerra. La Russia è stata in grado di costruire negli anni un rapporto ottimo con l’Opec (l’Organizzazione dei Paesi che estraggono, lavorano ed esportano il petrolio).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Emirati e Arabia Saudita potrebbero creare grosse difficoltà al capo del Cremlino se soltanto volessero aumentare la produzione e, quindi, far calare i prezzi. Sono, infatti, le uniche due nazioni con un’ampia capacità produttiva ancora in parte inutilizzata. Il braccio di ferro in seno all’Opec indica che Putin è stato abile nel tessere le fila delle sue alleanze internazionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Russia sta, dunque, semplicemente raccogliendo i frutti di quanto realizzato in campo diplomatico e internazionale negli ultimi anni. Da queste parti, Mosca è rispettata grazie al ruolo militare svolto nell&#8217;area. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli Emirati sono al momento oggetto di una forte pressione da parte del presidente degli Stati Uniti Joe Biden e sembrano disponibili ad accontentare per una volta l’America; negli ultimi giorni si sono smarcati dai loro cugini sauditi e si sono espressi a favore di un incremento dell’estrazione di greggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo sarebbe un duro colpo per la Russia, ben più significativo del simbolico embargo americano che, al momento, sta avendo forti ripercussioni solamente sul commercio internazionale, con pesanti ricadute in diversi ambiti dell’economia occidentale.</span></p>
<p>Quel che è certo, al momento, è che i russi vedono i Paesi del Golfo Persico come veri paradisi fiscali, e come biasimarli: gli EAU mantengono, infatti, anche ora il loro primato mondiale quali Paesi dall&#8217;economia più florida.</p>
<p>Se ti è piaciuto questo articolo, approfondisci l&#8217;argomento <a href="https://www.galluraoggi.it/cronaca/stipendio-medio-dubai-lavoro-emirati-arabi/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</p>
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