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	<title>criptovalute Dubai &#8211; La Spiegazione</title>
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		<title>CRYPTO A DUBAI: PERCHÉ L’EMIRATO HA SCELTO DI REGOLAMENTARE PRIMA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[asset virtuali UAE]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 9 e 10 settembre il Dubai World Trade Centre ospita Crypto Expo Dubai. Il programma parla di blockchain, DeFi, Web3, investimenti e crescita internazionale, ma uno dei primi panel porta un titolo più rivelatore dell&#8217;intero settore: come far crescere un&#8217;impresa crypto dentro la nuova realtà regolatoria. Il calendario ufficiale dell&#8217;evento&#160;racconta una trasformazione che Dubai [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 9 e 10 settembre il Dubai World Trade Centre ospita Crypto Expo Dubai. Il programma parla di blockchain, DeFi, Web3, investimenti e crescita internazionale, ma uno dei primi panel porta un titolo più rivelatore dell&#8217;intero settore: come far crescere un&#8217;impresa crypto dentro la nuova realtà regolatoria. <a href="https://www.dwtc.com/en/events/crypto-expo-2026/" target="_blank" rel="noopener"><u>Il calendario ufficiale dell&#8217;evento</u></a>&nbsp;racconta una trasformazione che Dubai sta vivendo da anni. Una tecnologia nata anche per ridurre il ruolo degli intermediari sta costruendo il proprio futuro dentro licenze, registri pubblici, controlli antiriciclaggio e regole di condotta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A prima vista sembra una contraddizione. La promessa originaria delle criptovalute era poter trasferire valore senza chiedere il permesso a una banca o a un&#8217;autorità centrale. Oggi chi vuole offrire <strong>crypto a Dubai</strong>&nbsp;attraverso un exchange, un servizio di custodia, un broker, una piattaforma di lending o un&#8217;attività di gestione deve invece entrare in un perimetro autorizzativo molto preciso. Dubai non ha provato a risolvere questa tensione scegliendo tra libertà e controllo. Ha scelto di trasformare la chiarezza delle regole in una parte del prodotto che offre alle imprese.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Crypto a Dubai: il mercato cresce mentre aumentano le regole</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">VARA, la Virtual Assets Regulatory Authority istituita nel 2022, pubblica un registro che al momento conta 56 Virtual Asset Service Provider con licenza attiva. Il numero non comprende soltanto exchange visibili al consumatore. Nel registro compaiono operatori autorizzati per broker-dealer, custodia, gestione e investimento, trasferimento e regolamento, lending e altre attività. <a href="https://www.vara.ae/en/licenses-and-register/public-register/" target="_blank" rel="noopener"><u>Il registro pubblico di VARA</u></a>&nbsp;distingue inoltre le licenze complete dalle In-Principle Approval, un dettaglio importante: chi possiede soltanto un&#8217;approvazione preliminare non può ancora iniziare a operare né servire clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">LaSpiegazione aveva già ricostruito ad agosto <a href="https://laspiegazione.com/2026/08/07/crypto-dubai-regole-vara-2026/"><u>come VARA regola il settore crypto nel 2026</u></a>. Quel pezzo spiegava l&#8217;architettura, le competenze tra VARA, DFSA, autorità federali e Banca Centrale, e il passaggio delle regole dalla fase di scrittura a quella di applicazione. Il dato nuovo da osservare ora è economico: la regolazione non sta arrivando dopo che il mercato è cresciuto. A Dubai viene usata per decidere quale mercato possa crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">VARA ha individuato otto attività principali che richiedono licenza: advisory, broker-dealer, custody, exchange, lending and borrowing, management and investment, transfer and settlement e una categoria specifica di emissione di virtual asset. Il proprietary trading richiede invece un No Objection Certificate quando rientra nei criteri previsti. L&#8217;autorità è esplicita: nessuna attività di virtual asset è automaticamente esente dalla supervisione soltanto perché usa una tecnologia distribuita.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Regolare prima significa sapere chi può entrare</strong><strong></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio di un registro pubblico è quasi banale e proprio per questo potente. Un cliente può controllare se l&#8217;operatore esiste, quale attività è autorizzato a svolgere, quando è stata rilasciata la licenza e se lo status è attivo. Un&#8217;impresa che vuole entrare nel settore conosce in anticipo l&#8217;autorità con cui dovrà confrontarsi. Un investitore istituzionale può distinguere più facilmente una piattaforma autorizzata da una società che usa Dubai soltanto come indirizzo commerciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è garanzia di successo né di assenza di perdite. La licenza non trasforma un token volatile in un deposito bancario e non elimina il rischio operativo dell&#8217;intermediario. Serve però a produrre una cosa di cui la finanza vive: fiducia verificabile. La regolazione stabilisce chi deve detenere capitale, come vanno protetti gli asset dei clienti, quali informazioni devono essere fornite e quali comportamenti possono portare a sanzioni o alla perdita dell&#8217;autorizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso Dubai sembra aver intuito un problema prima che diventasse evidente in tutto il settore. Quando le criptovalute erano ancora raccontate soprattutto come alternativa agli intermediari, il vero ostacolo all&#8217;adozione istituzionale non era la capacità tecnica della blockchain. Era la difficoltà di capire chi fosse responsabile quando qualcosa andava storto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perfino la pubblicità crypto è diventata materia regolatoria</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le Marketing Regulations di VARA mostrano fin dove arriva il modello. Le comunicazioni promozionali devono essere chiare, riconoscibili come marketing e non ingannevoli; non possono nascondere il fatto che gli asset virtuali possono perdere parte o tutto il loro valore, essere illiquidi o non beneficiare di forme di protezione finanziaria. <a href="https://rulebooks.vara.ae/rulebook/regulations-marketing-virtual-assets-and-related-activities-2024" target="_blank" rel="noopener"><u>Le regole sul marketing</u></a>&nbsp;si applicano anche a soggetti che facilitano la promozione attraverso social, motori di ricerca, piattaforme digitali e altri canali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">VARA arriva a chiedere agli operatori degli app store e delle piattaforme che permettono di installare software collegato ad attività crypto di verificare che l&#8217;app appartenga a un VASP autorizzato o sia altrimenti approvata. Le regole prevedono anche strumenti come geoblocking e filtri basati sulla posizione quando servono a impedire accessi non conformi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quasi l&#8217;opposto del vecchio immaginario crypto, nel quale internet avrebbe reso le frontiere irrilevanti. A Dubai la frontiera rientra dentro il software: il servizio sa dove si trova l&#8217;utente e deve comportarsi di conseguenza. La tecnologia rimane globale, la responsabilità torna locale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La regolazione può diventare un vantaggio competitivo?</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta dipende da chi guarda. Per un piccolo operatore, compliance, capitale, procedure antiriciclaggio e documentazione sono costi reali. Una parte dell&#8217;innovazione può spostarsi verso giurisdizioni più leggere o verso attività che rimangono fuori dai servizi regolamentati. Più il recinto diventa preciso, più aumenta il prezzo per entrarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un&#8217;impresa che vuole costruire una presenza di lungo periodo accade però anche il contrario. Sapere quali attività richiedono licenza, quale autorità decide, quali documenti servono e come viene trattato il marketing riduce una forma diversa di costo: l&#8217;incertezza. Una regola severa ma leggibile può essere più utile di un ambiente apparentemente libero nel quale il confine tra lecito e illecito cambia dopo che l&#8217;azienda ha investito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questa la parte del modello Dubai che interessa oltre Dubai. Nelle economie digitali la competizione tra giurisdizioni non riguarda soltanto aliquote fiscali e velocità di costituzione societaria; riguarda anche la capacità di scrivere regole abbastanza presto da consentire alle aziende di sapere quale futuro stanno comprando.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il paradosso: più la crypto diventa adulta, più assomiglia alla finanza</strong><strong></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Exchange autorizzati, custodi, accordi scritti con i clienti, classificazioni degli investitori, gestione dei reclami, controlli di mercato e disclosure pubbliche. Se si toglie la parola blockchain, molti elementi dell&#8217;infrastruttura costruita da VARA assomigliano alla finanza tradizionale. Il paradosso è evidente: per portare una tecnologia nata contro gli intermediari dentro l&#8217;economia di massa, il mercato sta ricostruendo intermediari sottoposti a regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significa che la promessa originaria sia scomparsa. Wallet personali, protocolli decentralizzati e trasferimenti peer-to-peer continuano a esistere. Significa che quando un&#8217;attività raccoglie denaro di clienti, custodisce asset o promette servizi finanziari su scala, il problema della responsabilità torna inevitabilmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza interessante è che Dubai non sembra considerarlo un fallimento della rivoluzione crypto. Lo considera il prezzo per farla entrare nell&#8217;economia reale. Una tecnologia può cambiare il modo in cui il valore si muove senza eliminare la necessità di sapere chi risponde quando quel valore scompare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dubai non è il paradiso senza regole che alcuni vendono</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qui la narrazione commerciale spesso rimane indietro. Dubai viene ancora descritta in alcuni contenuti promozionali come il luogo dove la crypto sarebbe libera da vincoli. Il registro VARA racconta l&#8217;opposto. Chi offre servizi regolamentati deve avere un&#8217;autorizzazione, chi possiede soltanto un&#8217;IPA non può operare, il marketing è disciplinato e le attività sono separate per funzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa precisione serve anche a distinguere Dubai dall&#8217;intero ecosistema UAE. VARA opera nell&#8217;emirato escluso il Dubai International Financial Centre, che ha un proprio regolatore. Altre autorità intervengono ad Abu Dhabi e a livello federale. Per un&#8217;impresa italiana che valuta una struttura negli Emirati, dire semplicemente &#8216;licenza crypto UAE&#8217; non è sufficiente. La giurisdizione concreta determina chi regola cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">QuiDubai segue da tempo gli eventi nei quali fintech e blockchain incontrano imprese e investitori. Il suo <a href="https://quidubai.com/business/calendario-business-lifestyle-dubai/" target="_blank" rel="noopener"><u>calendario business di Dubai</u></a>&nbsp;mostra quanto la città utilizzi eventi come Crypto Expo, TOKEN2049 e appuntamenti fintech per concentrare operatori internazionali. Ma il valore di essere nello stesso padiglione dipende sempre più dalla possibilità di dimostrare che l&#8217;azienda che si presenta sul palco può anche entrare legalmente nel mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Regolamentare prima significa scegliere quale innovazione sopravvive</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda finale non è se Dubai abbia trovato la regolazione perfetta. Le regole possono diventare obsolete, troppo costose o inadatte a tecnologie che cambiano in pochi mesi. Un sistema giovane dovrà correggersi molte volte e la quantità di licenze non dimostra che il mercato genererà valore per investitori e clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esperimento interessante è il metodo. Dubai sta provando a ridurre il tempo tra innovazione e regola, invece di aspettare che il mercato diventi abbastanza grande da costringere il legislatore a inseguirlo. Può significare anche vietare o rallentare alcune attività. In cambio, offre agli operatori che superano il filtro un ambiente più leggibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 il settore crypto non deve più dimostrare di saper creare token. Deve dimostrare di saper costruire istituzioni abbastanza affidabili da farli usare anche da chi non vuole vivere dentro una scommessa permanente. Dubai ha deciso che il regolatore farà parte di quella infrastruttura. La vera verifica comincia adesso: capire se più regole produrranno meno innovazione oppure un mercato capace finalmente di durare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti</strong><strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi regola le crypto a Dubai?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">VARA regola i Virtual Asset Service Provider a Dubai, con esclusione del Dubai International Financial Centre, che ha un proprio quadro regolatorio. A livello UAE intervengono anche altre autorità in base a giurisdizione e attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanti operatori crypto sono autorizzati da VARA nel 2026?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il registro pubblico di VARA mostra attualmente 56 VASP con licenza attiva. Il numero può cambiare con nuovi rilasci, sospensioni o revoche e va verificato sul registro ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una In-Principle Approval permette già di offrire servizi crypto?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">No. VARA precisa che chi possiede soltanto un&#8217;IPA deve completare i requisiti per ottenere la licenza piena e non può iniziare attività regolamentate o servire clienti prima dell&#8217;autorizzazione definitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali attività crypto richiedono licenza a Dubai?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">VARA individua attività come advisory, broker-dealer, custody, exchange, lending and borrowing, management and investment, transfer and settlement e alcune forme di emissione di virtual asset. Altre attività possono richiedere un No Objection Certificate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dubai è un mercato crypto senza regole?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">No. Il sistema prevede licenze, registri pubblici, obblighi di compliance, regole di condotta, requisiti sul marketing e supervisione. La regolazione è una parte centrale della strategia dell&#8217;emirato sugli asset virtuali.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>DUBAI TRA ROBOTICA E CRIPTO: INVESTI ORA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vivere a Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain Dubai]]></category>
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					<description><![CDATA[La città di Dubai non è più soltanto sinonimo di lusso e grattacieli: oggi è un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per l’innovazione tecnologica. La recente intesa tra Peaq, blockchain per l’economia delle macchine, e VARA, l’ente regolatore degli asset digitali, segna una nuova tappa per lo sviluppo della robotica onchain. Un’occasione concreta per chi vuole investire a Dubai e partecipare in prima linea alla costruzione del futuro.]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>La città di Dubai non è più soltanto sinonimo di lusso e grattacieli: oggi è un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per l’innovazione tecnologica. La recente intesa tra Peaq, blockchain per l’economia delle macchine, e VARA, l’ente regolatore degli asset digitali, segna una nuova tappa per lo sviluppo della robotica onchain. Un’occasione concreta per chi vuole investire a Dubai e partecipare in prima linea alla costruzione del futuro.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dubai al centro dell’innovazione tecnologica globale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dubai continua a imporsi come una delle capitali mondiali della tecnologia e dell’imprenditoria digitale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La recente collaborazione tra <strong>Peaq</strong>, blockchain specializzata nell’economia della macchina, e <strong>VARA</strong> (Virtual Assets Regulatory Authority), l’ente regolatore degli asset digitali negli Emirati Arabi Uniti, rappresenta un ulteriore passo avanti verso un’economia sempre più <strong>smart e decentralizzata</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore di questa iniziativa è la <strong>robotica onchain</strong>, un settore emergente in cui macchine autonome, AI e smart contract interagiscono in tempo reale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un terreno fertile per chi oggi vuole <strong>investire a Dubai</strong> e far parte di un ecosistema in piena espansione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Peaq e VARA: nasce un quadro normativo per la robotica onchain</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il memorandum d’intesa siglato tra Peaq e VARA ha l’obiettivo di creare una cornice normativa chiara per la <strong>robotica su blockchain</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo accordo si inserisce in una strategia più ampia che vede Dubai protagonista nello sviluppo di <strong>infrastrutture fisiche decentralizzate (DePIN)</strong> e nella tokenizzazione di asset reali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno della cosiddetta Free Zone dell’Economia delle Macchine, sarà possibile sperimentare l’utilizzo di robot e dispositivi connessi in ambienti regolati, sicuri e orientati all’innovazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La zona franca rappresenta un’opportunità unica per imprenditori, startup e investitori che vogliono essere i primi a operare in un mercato con un potenziale praticamente illimitato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>VARA guida la regolamentazione delle criptovalute a Dubai</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fondata nel 2022, <strong>VARA</strong> è diventata in poco tempo il punto di riferimento normativo per tutte le attività legate ai beni digitali a Dubai.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A maggio, l’autorità ha aggiornato il regolamento per i <strong>virtual asset service providers (VASP)</strong>, rendendo più chiaro e accessibile il processo di emissione e gestione di <strong>beni del mondo reale (RWAs)</strong> tokenizzati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo di VARA è duplice: da un lato garantire un ambiente sicuro e trasparente, dall’altro attrarre aziende, capitali e professionisti del mondo blockchain e crypto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E i risultati sono tangibili: sempre più progetti Web3 scelgono di <strong>investire a Dubai</strong>, attratti dalla combinazione di normativa favorevole, fiscalità agevolata e infrastrutture all’avanguardia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Investire a Dubai: un’occasione concreta per imprenditori e startup</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ambizione di Dubai non si limita a ospitare innovazione: vuole guidarla.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sorprende, quindi, che numerosi <strong>milionari del settore crypto e tech</strong> stiano già trasferendo residenza e capitale negli Emirati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le proiezioni parlano chiaro: entro il 2025, oltre 9.800 nuovi milionari arriveranno negli Emirati, molti dei quali per <strong>fare impresa a Dubai</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le startup che operano nei settori della <strong>blockchain</strong>, della <strong>robotica onchain</strong> e della <strong>tokenizzazione di asset reali</strong> trovano un ambiente dinamico, favorevole alla sperimentazione e sostenuto da politiche pubbliche lungimiranti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un ecosistema dove è possibile crescere rapidamente, accedere a fondi internazionali e scalare sul mercato globale con più facilità che altrove.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Blockchain, robotica e AI: il futuro dell’economia passa da qui</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’ingresso di Peaq nel panorama normativo degli Emirati, si aprono nuovi scenari per un’economia dove <strong>intelligenza artificiale, Internet of Things e blockchain</strong> lavorano in sinergia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>robotica onchain</strong> non è più un concetto teorico, ma una realtà concreta: veicoli autonomi che generano reddito in crypto, macchine connesse che scambiano dati e servizi in tempo reale, sistemi distribuiti che gestiscono flussi di beni e informazioni senza intermediari.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E tutto questo, a Dubai, avviene sotto l’occhio attento ma favorevole di un ente regolatore che non frena l’innovazione, ma la rende possibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo il motivo per cui <strong>investire a Dubai oggi</strong> significa partecipare alla costruzione della prossima economia globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dubai è già il futuro, il momento di agire è adesso</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dubai non è più soltanto una meta fiscale o turistica: oggi è una vera e propria <strong>piattaforma globale per l’innovazione digitale</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione tra <strong>Peaq e VARA</strong> rappresenta solo l’ultimo tassello di una strategia chiara e ambiziosa, che vede la città degli Emirati come punto di riferimento nell’adozione e nella regolamentazione di tecnologie emergenti come la <strong>blockchain</strong>, la <strong>robotica autonoma</strong> e l’<strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per imprenditori, startup e investitori visionari, il messaggio è inequivocabile: <strong>il futuro si scrive a Dubai</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E per chi desidera farne parte, <strong>il momento di agire è adesso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per comprendere come questa rivoluzione sia già in atto nella vita quotidiana, leggi anche il nostro approfondimento sui<a href="https://laspiegazione.com/2025/10/01/robotaxi-a-dubai/"> <strong>robotaxi a Dubai</strong></a>, un esempio concreto di come mobilità, blockchain e automazione stiano cambiando il volto delle città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In parallelo, è fondamentale notare come Dubai non punti solo all’innovazione tecnica, ma anche alla sua sostenibilità etica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’emirato ha infatti tracciato un<a href="https://finanzareport.it/news-e-attualita/dubai-nuovo-standard-etico-per-lintelligenza-artificiale" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>nuovo standard etico per l’intelligenza artificiale</strong></a>, confermando la volontà di guidare il cambiamento con responsabilità e visione globale.</p>
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