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CRYPTO DUBAI: LE REGOLE DI VARA NEL 2026

La Virtual Assets Regulatory Authority (VARA), istituita dalla Dubai Law No. 4 del 2022, si presenta come il primo regolatore indipendente al mondo dedicato agli asset virtuali. Il 2 luglio 2026 VARA ha annunciato il rilascio della cinquantesima licenza VASP, un numero che misura l’estensione del sistema autorizzativo, non necessariamente quante società abbiano già avviato l’attività commerciale: a fine 2025 risultavano 39 VASP pienamente operativi. Il 15 luglio Revolut ha ottenuto da VARA un’approvazione preliminare (In-Principle Approval) per servizi di broker-dealer, gestione e investimento ed exchange, un passaggio che non le consente ancora di offrire questi servizi fino all’autorizzazione definitiva.

Questa guida analizza come funziona il sistema regolatorio degli Emirati per le cripto-attività, cosa è cambiato di concreto nel 2026, a partire dal cambio di nome più rilevante dell’anno, da SCA a CMA, e un dato che smentisce la narrazione più diffusa sull’adozione reale delle criptovalute negli Emirati, diversa da quella che la maggior parte dei contenuti promozionali racconta.


Un sistema a più livelli e un cambio di nome importante nel 2026

Il sistema emiratino distribuisce le competenze secondo territorio e attività, non attraverso un’unica autorità: VARA opera a Dubai, escluso il DIFC; la Dubai Financial Services Authority (DFSA) regola i servizi finanziari relativi ai crypto token nel DIFC; la Financial Services Regulatory Authority (FSRA) presidia il quadro dell’ADGM ad Abu Dhabi. Sul piano federale interviene la Capital Market Authority (CMA), che dal 1° gennaio 2026 ha sostituito la precedente Securities and Commodities Authority (SCA) con i Federal Decree-Law n. 32 e 33 del 2025, assumendone diritti, obblighi e contratti come successore legale, con competenze estese anche agli asset virtuali nel proprio perimetro. La Central Bank degli Emirati interviene infine sui payment token e sui servizi assimilabili ai pagamenti.

Una novità concreta del 2026, spesso trascurata: dal 12 gennaio la DFSA applica un quadro aggiornato sui crypto token nel DIFC, che non mantiene più una lista prescrittiva di token riconosciuti, ma richiede a ogni operatore di valutare e documentare l’idoneità dei token utilizzati, con requisiti rafforzati su governance, custodia e protezione degli investitori. Questa architettura, spesso fraintesa come semplice assenza di regole, ha già attratto grandi nomi del settore: Binance, Crypto.com e Bybit dispongono di presenze regolamentate nell’area, mentre operatori istituzionali come Laser Digital sono autorizzati dalla FSRA nell’ADGM di Abu Dhabi, non da VARA a Dubai, un dettaglio che conta perché mescola spesso ecosistema UAE e giurisdizione di Dubai in modo impreciso.

I payment token: una regola del 2024, non del 2026

La Central Bank degli Emirati applica dal 31 agosto 2024, non dal 2026, la Payment Token Services Regulation, che sottopone a licenza l’emissione, la conversione, la custodia e il trasferimento dei payment token. Per gli emittenti la disciplina prevede requisiti di capitale, riserve protette rispetto ai creditori e la possibilità di rimborso al valore nominale, e vieta esplicitamente i payment token algoritmici e i privacy token nel proprio perimetro. Non è quindi una novità normativa del 2026, ma una regola già consolidata che continua a operare.

L’adozione reale è diversa dalla narrazione diffusa

Gli Emirati non compaiono tra i primi venti Paesi del Global Crypto Adoption Index 2025 di Chainalysis (https://www.chainalysis.com/blog/2025-global-crypto-adoption-index/), che colloca al vertice India, Stati Uniti, Pakistan, Vietnam e Brasile: una graduatoria che misura l’attività on-chain rapportata a popolazione e potere d’acquisto, non il numero di persone che dichiarano di possedere criptovalute. Le ragioni dell’adozione cambiano profondamente da Paese a Paese: nei mercati emergenti pesano rimesse, accesso al dollaro digitale e protezione dalla svalutazione; negli Stati Uniti incidono maggiormente infrastrutture finanziarie, ETF e partecipazione istituzionale.

Alcune rilevazioni commerciali, diffuse tra gli altri da ApeX Protocol, stimano che circa un quarto dei residenti degli Emirati possieda asset digitali: una cifra che non proviene da statistiche pubbliche ufficiali e non è direttamente confrontabile con l’indice Chainalysis, che utilizza dati on-chain e una metodologia differente. Il modello di Dubai mette comunque in luce una trasformazione visibile in tutto il settore: una tecnologia nata anche per ridurre il ruolo degli intermediari viene sempre più utilizzata attraverso exchange autorizzati, custodi istituzionali e token sottoposti a regole prudenziali. Dubai ha scelto di governare apertamente questa trasformazione, non di restarne fuori.

Domande frequenti

Cos’è VARA e perché è importante per il settore cripto a Dubai?

È la Virtual Assets Regulatory Authority, istituita nel 2022 con la Dubai Law No. 4, che si presenta come il primo regolatore indipendente al mondo dedicato agli asset virtuali. Ha raggiunto quota 50 licenze VASP il 2 luglio 2026.

La SCA regola ancora le cripto-attività negli Emirati nel 2026?

No. Dal 1° gennaio 2026 la Securities and Commodities Authority è stata sostituita dalla Capital Market Authority (CMA), che ne ha assunto diritti, obblighi e competenze, incluse quelle sugli asset virtuali nel proprio perimetro federale.

Gli Emirati sono il Paese con la maggiore adozione cripto al mondo?

No: l’indice Chainalysis 2025 li colloca fuori dalla top 20, dominata da mercati emergenti come India e Pakistan. Una stima commerciale, non un dato ufficiale, indica che circa un quarto dei residenti possiede asset digitali.

Dubai è un ambiente senza regole per le criptovalute?

No, è vero il contrario: un sistema a più livelli (VARA, DFSA, FSRA, CMA, Central Bank) con requisiti stringenti su licenze, riserve e protezione degli investitori, aggiornato di recente anche nel DIFC dal gennaio 2026.

Fonti dei dati: Dubai Law No. 4/2022 (istituzione VARA); Federal Decree-Law n. 32 e 33 del 2025 (sostituzione SCA con CMA, in vigore dal 1° gennaio 2026), King & Spalding, CMS, Cleary Gottlieb, Al Tamimi; CBUAE Rulebook, Payment Token Services Regulation (Circular No. 2/2024); DFSA, aggiornamento crypto token regulation (12 gennaio 2026); registro pubblico VARA e comunicato Revolut (15 luglio 2026); Chainalysis, 2025 Global Crypto Adoption Index; registro ADGM su Laser Digital.