Le offerte per aprire una società in Free Zone a Dubai partono in alcuni casi da circa 12.500 AED (Meydan Free Zone), ma il prezzo pubblicizzato può comprendere soltanto la licenza e un indirizzo condiviso: visti, immigration card, visite mediche, Emirates ID, conto bancario, spazio operativo e consulenza possono modificare sensibilmente il costo finale, spesso più del prezzo di partenza stesso. Chi valuta di aprire una società a Dubai deve separare due domande distinte, non una sola: quanto costa ottenere la licenza e quanto costa rendere la società realmente operativa.
Questa guida analizza i budget minimi orientativi secondo il tipo di attività, la differenza reale tra Free Zone e Mainland dopo la riforma del 2025, le voci ricorrenti che quasi nessuna guida generica mette in evidenza per intero e il perimetro corretto della Corporate Tax.
Quanto costa aprire una società, secondo il tipo di attività
Il costo di apertura dipende dal tipo di attività, non da una cifra fissa uguale per tutti. Tre budget minimi orientativi, che non costituiscono preventivi medi di mercato e non comprendono necessariamente affitto, deposito, allestimento, capitale circolante, approvazioni settoriali e costo del personale:
- Servizi digitali, consulenza, attività professionali senza presenza fisica: budget minimo indicativo tra 6.000 e 10.000 euro.
- Attività con presenza fisica (negozi, centri estetici, showroom): budget minimo indicativo tra 15.000 e 25.000 euro; in alcune zone il solo affitto può assorbire buona parte di questa cifra, oltre a deposito, registrazione del contratto, fit-out e autorizzazioni tecniche.
- Business strutturati con logistica, magazzino o team operativo locale: a partire da 30.000 euro, con una pianificazione più articolata necessaria fin dall’inizio.
Un preventivo serio deve indicare separatamente licenza, costituzione, postazione, quota visti, establishment card, pratica di residenza, visita medica, Emirates ID e servizi professionali: le voci comprese cambiano da una Free Zone all’altra, e nessuno scenario copre automaticamente tutte queste voci nel prezzo di partenza pubblicizzato.
Free Zone o Mainland: una scelta meno rigida dal 2025
Dal 3 marzo 2025, con l’Executive Council Resolution No. 11/2025, la scelta tra Free Zone e Mainland non è più un aut-aut permanente: una società Free Zone (escluse quelle registrate nel DIFC) può ottenere dal Department of Economy and Tourism (DET) una licenza di branch per operare dalla Free Zone verso il Mainland (10.000 AED l’anno) oppure un permesso temporaneo per attività specifiche (5.000 AED, valido fino a sei mesi), a seconda dell’attività e delle autorizzazioni necessarie. Il Mainland resta la soluzione più lineare per un’attività stabilmente rivolta al mercato locale, ma una Free Zone può oggi ottenere accesso al mercato emiratino senza dover necessariamente ristrutturare l’intera attività o aprire una società parallela.
La domanda da farsi prima di scegliere riguarda dove l’attività genererà i propri ricavi principali: chi lavora quasi solo con clienti internazionali trova spesso sufficiente la Free Zone, integrata eventualmente con un permesso DET per le operazioni locali; chi vuole vendere stabilmente e in modo prevalente sul mercato emiratino valuta più spesso il Mainland fin dall’inizio.
Le spese ricorrenti che nessuno mette nel preventivo iniziale
L’errore più comune è guardare solo il costo di apertura e ignorare quanto costerà mantenere la società attiva dal secondo anno in poi. Le voci ricorrenti, secondo i listini ufficiali delle principali Free Zone e un’analisi dei costi di gestione, sono:
- Rinnovo della licenza commerciale: può partire da poche migliaia di dirham in configurazioni specifiche, ma nelle Free Zone più note supera spesso 12.000 AED (Meydan indica una licenza ordinaria da 12.500 AED annui) e può superare 20.000 AED (DMCC, licenza annuale standard da 20.285 AED, con aumenti in base alle attività aggiunte).
- Canone dell’ufficio o del desk operativo: necessario per mantenere attiva la sede legale, con costi che variano molto in base alla Free Zone e alla tipologia di spazio.
- Servizi bancari: un conto aziendale richiede spesso un saldo minimo, che rappresenta liquidità immobilizzata più che un vero costo, salvo commissioni in caso di mancato rispetto della soglia; a questo si aggiungono commissione di apertura, canone mensile e commissioni per bonifici e cambio valuta.
- Rinnovo del visto: una pratica completa può comprendere permesso, visita medica, Emirates ID, assicurazione sanitaria e servizi di elaborazione: per un visto investitore il costo complessivo può avvicinarsi ai 4.000 AED, non limitarsi a poche centinaia di euro come talvolta si legge.
- Audit e compliance fiscale: registrazione Corporate Tax, dichiarazione annuale, contabilità conforme, eventuale registrazione e dichiarazioni VAT, transfer pricing quando rilevante, aggiornamenti UBO, bilancio sottoposto ad audit quando richiesto dalla Free Zone o dal regime QFZP.
Una pianificazione realistica dovrebbe proiettare i costi su almeno tre anni, non fermarsi al primo esercizio: è l’unico modo per capire se la struttura scelta resta sostenibile nel tempo, non solo conveniente all’apertura.
Il perimetro corretto della Corporate Tax
Dal giugno 2023 gli Emirati applicano una Corporate Tax del 9% sul reddito imponibile (non sul fatturato) superiore a 375.000 AED, con aliquota zero sotto questa soglia, secondo quanto stabilito dalla Federal Tax Authority. Per un Qualifying Free Zone Person la logica è diversa e più articolata: 0% sul Qualifying Income, 9% sul reddito imponibile non qualificante. Operare in Free Zone con clienti internazionali non garantisce automaticamente l’aliquota zero: tutte le Free Zone Person devono comunque registrarsi e il beneficio dipende da attività svolta, tipo di reddito, controparti e sostanza economica dimostrabile, non dalla sola combinazione “Free Zone più clienti esteri”.
Sul fronte di dividendi e plusvalenze, gli Emirati non applicano una generale imposta personale sul reddito, ma dividendi e plusvalenze societarie possono essere esclusi o esenti solo in circostanze specifiche, mentre quelli percepiti o realizzati nell’ambito di un’attività d’impresa vanno verificati secondo le regole della Corporate Tax caso per caso.
La convenienza fiscale complessiva non può essere dedotta dalla sola aliquota emiratina: per un imprenditore italiano occorre verificare residenza fiscale personale, luogo della direzione effettiva della società, distribuzione degli utili e rapporti economici con l’Italia, elementi che possono cambiare in modo sostanziale il quadro rispetto al solo confronto tra aliquote.
Domande frequenti
Quanto costa aprire una società a Dubai nel 2026?
Dipende dallo scenario: budget minimo orientativo tra 6.000 e 10.000 euro per servizi digitali senza presenza fisica, 15.000-25.000 euro per attività con negozio o showroom, oltre 30.000 euro per business strutturati con logistica propria. Queste cifre non comprendono necessariamente affitto, deposito, allestimento e personale e vanno sempre verificate voce per voce con un preventivo scritto.
Quali sono i costi ricorrenti che si pagano dopo il primo anno?
Rinnovo della licenza commerciale (che nelle Free Zone più note supera spesso 12.000-20.000 AED), canone dell’ufficio o desk operativo, servizi bancari, rinnovo del visto di residenza e gli adempimenti di audit e compliance fiscale legati alla Corporate Tax.
Conviene aprire una società in Free Zone o Mainland?
Dipende da dove opera principalmente l’attività. Dal 2025 la scelta è meno rigida: una Free Zone può ottenere dal DET una licenza di branch o un permesso temporaneo per operare anche in Mainland, senza dover necessariamente ristrutturare l’intera attività.
Operare in Free Zone con clienti internazionali garantisce lo 0% di Corporate Tax?
No. Tutte le Free Zone Person devono registrarsi per la Corporate Tax, e il beneficio dello 0% sul Qualifying Income dipende da attività, tipo di reddito, controparti e sostanza economica dimostrabile, non automaticamente dalla combinazione tra sede in Free Zone e clienti esteri.
Fonti dei dati: listini ufficiali Meydan Free Zone, DMCC (Schedule of Charges) e JAFZA; Executive Council Resolution No. 11/2025 (dlp.dubai.gov.ae, con analisi di ReedSmith, CMS Law e KPMG); Federal Decree-Law sulla Corporate Tax e Federal Tax Authority UAE (tax.gov.ae); danielepescaraconsultancy.com e quidubai.com come analisi commerciali attribuite sui costi di gestione, non come fonte statistica indipendente.
























