Dubai: gli investimenti
L’attrattività nei confronti degli investimenti è stata favorita anche dalle condizioni strutturali legate alla portualità, che hanno da tempo reso Dubai un’area ricca di zone economiche speciali con tassazione azzerata, dazi doganali quasi nulli, facilità di movimento. Gli Emirati hanno sempre voluto unire al loro tradizionale posizionamento nel campo delle monarchie autocratiche del Golfo una capacità di promozione dei loro successi economici che si è amplificata negli anni Duemila, quando la corsa alla colonizzazione di Dubai, definito vero e proprio centro dell’Occidente fuori dall’Occidente, ha portato con sé un interesse globale ben corrisposto dalla capacità degli emiri di fare business. Capacità mancanti ai loro “fratelli maggiori” sauditi. Le attività della Dubai Investment Corporation fungono da braccio armato per la gestione dei capitali attratti dal caldo e assolato territorio della città: sotto la Dubai Inc. si trovano il colosso dei trasporti Emirates, la filiale locale del Nasdaq, la Dubai Islamic Bank, una serie di catene di hotel, insomma tutto quanto è funzionale alla promozione dell’immagine e della potenza finanziaria della città. Dubai ha voluto puntare sul fascino dell’attrattività degli investimenti e della qualità della vita, provando a essere al tempo stesso Singapore e Montecarlo.
Dubai: l’avanguardia
L’obiettivo di Dubai è sempre stato puntare massicciamente sull’edificazione di nuovi grattacieli e hub finanziari nell’ottica che la domanda avrebbe presto compensato l’offerta di nuovi spazi per professionisti e aziende. I più oculati imprenditori hanno già trasferito a Dubai e, in generale negli UAE, il loro business, per tutelarlo, ottimizzarlo e profittare dei vantaggi economici del Paese. Lo sviluppo tecnologico e l’innovazione in ogni campo scientifico, poi, sono, da sempre, il faro che illumina il governo emiratino: ovvero fare di Dubai “la citta più felice al mondo” come si legge all’arrivo in aeroporto dello stesso Emirato!

























