Home Dubai LICENZA INFLUENCER DUBAI: I DUE PERMESSI OBBLIGATORI

LICENZA INFLUENCER DUBAI: I DUE PERMESSI OBBLIGATORI

Dal 1° febbraio 2026, chi pubblica dagli Emirati contenuti pubblicitari per prodotti, servizi o marchi di terzi deve generalmente possedere l’Advertiser Permit federale, anche quando riceve prodotti, soggiorni o altri benefici invece di denaro. Per cittadini e residenti, il permesso si aggiunge a una licenza commerciale o freelance coerente con l’attività: sono due autorizzazioni, non tre, come si legge in alcune guide online. Il presunto Influencer Permit separato nasce dalla sovrapposizione tra vecchie denominazioni informali e il nuovo Advertiser Permit, non dà un terzo permesso reale da sommare agli altri due.

Questa guida analizza le due autorizzazioni realmente richieste per lavorare come influencer o content creator a Dubai, chi è esente, la differenza tra la procedura per residenti e quella per visitatori e le sanzioni effettivamente previste dalla normativa.


Le due autorizzazioni

Per esercitare legalmente l’attività di influencer o content creator a Dubai, la documentazione ufficiale richiede due elementi distinti: una licenza commerciale o freelance con un’attività coerente con la creazione di contenuti, il marketing o la pubblicità, rilasciata dall’autorità economica competente o da una free zone; e l’Advertiser Permit, rilasciato dalla National Media Authority (NMA), l’ente federale che dal 18 dicembre 2025 ha assunto le funzioni precedentemente esercitate dallo UAE Media Council. L’Advertiser Permit era stato lanciato il 30 luglio 2025 dal precedente UAE Media Council; dopo una proroga del periodo di adeguamento fino al 31 gennaio 2026, l’obbligo è diventato pienamente operativo dal 1° febbraio 2026.

Per cittadini e residenti, l’Advertiser Permit è gratuito per i primi tre anni secondo la documentazione ufficiale della NMA: le cifre di 370 o 1.500 AED che circolano in alcune guide non trovano conferma nella documentazione corrente, con la seconda cifra che descrive in realtà un pacchetto commerciale specifico per visitatori (1.000 AED di emissione, 500 AED di pratica, più eventuali commissioni dell’agenzia), non la tariffa generale del permesso.

Chi è coperto dall’obbligo e le due eccezioni

Il permesso copre i contenuti pubblicitari pubblicati con o senza compenso: la formulazione ufficiale è volutamente ampia, indipendentemente dal fatto che ci sia un compenso finanziario, e include quindi collaborazioni pagate, prodotti o soggiorni ricevuti gratuitamente in cambio di una promozione e campagne in barter. I link affiliati rientrano generalmente nell’attività pubblicitaria quando generano una commissione o accompagnano la promozione di un prodotto o servizio specifico.

Esistono due eccezioni importanti, spesso ignorate: non è richiesto per chi promuove attraverso il proprio account personale prodotti o servizi propri, oppure di una società posseduta direttamente; e per i minori di 18 anni che realizzano determinati contenuti educativi, sportivi, culturali o di sensibilizzazione, nel rispetto delle regole applicabili. L’obbligo non è quindi assoluto per chiunque pubblichi qualunque contenuto commerciale, ma riguarda specificamente la promozione di prodotti o marchi di terzi.

Residenti e visitatori seguono procedure diverse

Il sistema riguarda anche i creator non residenti che svolgono attività promozionale mentre si trovano temporaneamente negli Emirati, ma con una procedura distinta da quella dei residenti: il Visitor Advertiser Permit va richiesto attraverso un’agenzia pubblicitaria o di talent management accreditata negli Emirati, ha una durata di tre mesi, può essere prorogato entro un limite complessivo previsto e copre sia l’attività pubblicitaria monetaria sia quella non monetaria.

La Resolution n. 42/2025 prevede una sanzione di 20.000 AED per l’esercizio di attività media senza la licenza o il permesso richiesto, con importi crescenti in caso di reiterazione fino a 50.000 AED: non una moltiplicazione automatica di 50.000 AED per ogni singolo post pubblicato, come si legge in alcune fonti commerciali senza riscontro in un provvedimento documentato. Ulteriori sanzioni possono derivare dal contenuto specifico dell’annuncio, per esempio quando è ingannevole, contrario agli standard media o privo delle autorizzazioni settoriali necessarie per la categoria di prodotto promossa.

Un effetto pratico da conoscere riguarda i rapporti commerciali: brand e agenzie possono chiedere la licenza commerciale e l’Advertiser Permit prima di affidare una campagna, perché collaborare con un creator non autorizzato espone anche la campagna a interruzioni, contestazioni o rimozione dei contenuti pubblicati.

Domande frequenti

Quante licenze servono per fare l’influencer a Dubai?

Due, non tre: una licenza commerciale o freelance coerente con l’attività, rilasciata dall’autorità economica competente o da una free zone, e l’Advertiser Permit federale rilasciato dalla National Media Authority.

L’Advertiser Permit è a pagamento?

Per cittadini e residenti è gratuito per i primi tre anni secondo la documentazione ufficiale NMA. Esistono pacchetti commerciali a pagamento per i visitatori, con voci distinte, ma non è la tariffa generale del permesso.

Chi è esente dall’obbligo dell’Advertiser Permit?

Chi promuove sul proprio account personale prodotti o servizi propri e i minori di 18 anni che realizzano determinati contenuti educativi, sportivi o culturali nel rispetto delle regole applicabili.

Quali sanzioni rischia chi pubblica contenuti sponsorizzati senza permesso?

La Resolution n. 42/2025 prevede 20.000 AED per l’esercizio dell’attività senza autorizzazione, con importi crescenti in caso di reiterazione fino a 50.000 AED, non una sanzione automatica per ogni singolo post.

Fonti dei dati: National Media Authority, servizio ufficiale Advertiser Permit e Visitor Advertiser Permit (nma.gov.ae); Al Tamimi, analisi legale dell’Advertiser Permit; Lexology, Khaleej Times, The National, Gulf News su istituzione della National Media Authority (Federal Decree-Law n. 11/2025, 18 dicembre 2025); UAE Legislation, Resolution n. 42/2025 sulle sanzioni.